IL MONDO

Brexit: il popolo del "remain" in marcia a Londra per chiedere un secondo referendum

Redazione - 23/03/201915:56

Decine di migliaia di persone sono scese in strada nell'estremo tentativo di convincere il Governo a tornare al voto per restare in Europa

Uri Geller, l'illusionista che piega cucchiai e forchette con la forza del pensiero, ha scritto alla premier Theresa May che proverà a fermare la Brexit con la telepatia: «Mi creda - ha avvertito - ne sono capace». Forse la telepatia è davvero l'unica e ultima strada percorribile per evitare che il Regno Unito abbandoni l'Unione Europea:  i 27 membri del Consiglio Europeo hanno appena concesso a Theresa May di posticipare la Brexit, a patto che riesca a far approvare un accordo di uscita dal Parlamento entro la prossima settimana.

Accordo che è stato già bocciato due volte. Indipendentemente da come andranno le cose, la premier ha deciso da tempo: non si torna indietro. Un secondo referendum - ha detto - sarebbe uno schiaffo alla democrazia. Ma il popolo del remain non si è ancora dato per vinto e il 23 marzo è sceso in strada in massa per tentare un ultimo estremo tentativo. «Il voto - dicono - non è mai un affronto alla democrazia».

La marcia di Londra

Il corteo è partito alle 13 (ora italiana) del 23 marzo da Park Lane ed è diretto a Parliament Square. Il centro di Londra è bloccato centinaia di migliaia di persone. Tra queste c'è anche il sindaco di Londra Sadiq Kahn, da sempre contrario alla Brexit.

A ottobre, a una marcia simile, avevano preso parte, secondo gli organizzatori, 700 mila persone. Cifre che, come è ovvio, vanno sempre prese con le molle, anche se bisogna ricordare che il voto sulla Brexit di tre anni fa fu deciso da una manciata di voti: 51,9 % per il Leave, 48,1% per il Remain. 

Ed è molto probabile che le vicissitudini affrontate dal Regno Unito da quando sono partite le trattative con l'Ue - lo stallo in Parlamento, le aziende che minacciano di abbandonare il Paese, i miliardari che l'hanno già abbandonato - abbiano convinto molti brexiters a passare dall'altra parte della barricata.

La raccolta firme da record

La petizione popolare, lanciata su Internet per chiedere al Parlamento britannico di non fare ricorso all'articolo 50 del Trattato di Lisbona, quello che dice che ogni Stato membro può ritirarsi dall'Unione, ha raccolto 4,2 milioni di firme. E la notizia è arrivata proprio nel giorno del grande corteo del popolo del remain, a Londra. 

L'appello online sembra essere destinato al fallimento, proprio come la manifestazione. I numeri del voto online sono importanti, anche se non manca qualche ombra: tra i firmatari ci sarebbero anche cittadini non britannici e secondo il sito del Parlamento, che raccoglie le petizioni, meno della metà delle firmatarie ha la residenza nel Regno Unito.

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