IL MONDO

Chi è Logan Paul, lo youtuber che fa clickbait con la "Terra piatta"

Juanne Pili - 25/03/201913:50Aggiornato 25/03/2019 15:02

Mentre i terrapiattisti si preparano a raggiungere l'Antartide per dimostrare che la Terra è piatta, Logan Paul pubblica un documentario sul tema e si propone di partire con loro per aiutarli. Lo youtuber non appare per nulla provato dallo scandalo che lo ha travolto lo scorso anno

Lo youtuber Logan Paul sarà il futuro protagonista di un viaggio in Antartide, alla ricerca di prove a sostegno dei terrapiattisti. Questi propositi sono stati presentati assieme alla pubblicazione nel suo canale di un "nocumentato" (finto documentario) intitolato «FLAT EARTH: To The Edge And Back».

Alla fine del video quando gli chiedono se crede che la Terra sia piatta risponde «No», poi parte una gag comica dove sostiene - in maniera palesemente ironica - «there is no Earth».

Insomma, sembrerebbe che lo youtuber cerchi più che altro di raccogliere visualizzazioni su un tema che diverte ormai da tempo in rete. Logan Paul è noto su YouTube soprattutto per i video «prank», ovvero i filmati che si rifanno al vecchio format televisivo delle candid camera.

Logan Paul |

There is no Earth

Uno degli effetti collaterali che possono scatenarsi per chi pubblica questo genere di contenuti su YouTube è che ci si trova ad un certo punto «costretti» a alzare sempre più l’asticella, realizzando video sempre più folli e lasciando da parte scrupoli etici e decoro, riuscendo a realizzare enormi introiti rispetto agli utenti medi della piattaforma. I video di Paul possono superare anche il milione di visualizzazioni.

Il video «col morto» nel bosco dei suicidi in Giappone

Nel gennaio scorso Paul si è spinto un po’ troppo oltre, scatenando l’indignazione della community americana, con un eco che raggiunge presto gli influencer di tutto il mondo. In Italia se ne occuparono Wesa Channel, Barbaroffa e Raiden.

Logan Paul si recò in Giappone per un viaggio alla scoperta del Paese da cui si è diffusa la passione per i manga, per attirare a sé una cospicua fetta di ragazzi appassionati di cultura giapponese.

Paul decise però di "alzare l’asticella" e riprese la sua visita alla foreste di Aokigahara, nei pressi del Monte Fuji, meglio nota come «Bosco dei suicidi». Le leggi locali vietano di filmare nella zona.

Il termine con cui è tristemente noto infatti non è casuale: si tratta proprio della meta scelta da molti aspiranti al suicidio. Tra il 2013 e il 2015 almeno 100 persone si tolsero la vita nel bosco, in un Paese dove si è arrivati a contare 24 mila casi di suicidio solo nel 2015.

Così Paul assieme alla sua comitiva di amici si ritrovò ad un certo punto in mezzo al bosco, di fronte ad un cadavere. La natura goliardica del suo «format» e la totale inadeguatezza di tutto il gruppo, ha reso la scena piuttosto degradante.

Paul non chiuse la registrazione, ma abbozzò in fase di montaggio qualche frase fatta senza tagliare diversi frame in cui si vedono alcuni suoi amici fare delle risatine (probabilmente dettate dall’imbarazzo e dal nervosismo) e decise comunque di mettere il video online.

Oggi non è più presente sul suo canale, ma qualcuno è riuscito comunque a trovarlo sulla piattaforma.

Logan Paul, YouTube | Due frame del video girato nel Bosco dei suicidi

Mentre Paul nel suo canale ha continuato a caricare nuovi video del suo viaggio in Giappone come se niente fosse, la polemica è esplosa su YouTube: in molti hanno chiesto agli amministratori di fare qualcosa per sanzionarlo.

Nella community americana l’episodio è stato analizzato anche dall’opinionista Philip De Franco che ha messo in evidenza i limiti della piattaforma nel controllare questo genere di contenuti. Un problema che oggi vediamo maggiormente nella gestione dei video No Vax.

Sulla vicenda si è pronunciato anche lo youtuber più popolare al mondo, PewDiePei, il quale sostiene di aver sempre considerato Paul «un cretino». Dopo circa un mese di sospensione della monetizzazione del suo canale, Logan Paul è tornato alla produzione regolare. Secondo gli amministratori di YouTube il ragazzo dovrebbe essere comunque tenuto sotto maggiore controllo.

Riteniamo che nei suoi video abbia esibito un modello di comportamento che rende il suo canale non solo inadatto agli inserzionisti ma potenzialmente dannoso per la più ampia comunità di creatori.

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