IL MONDO

La rivolta dei cinesi contro il modello "996": 12 ore di lavoro al giorno, 6 su 7

Open - 15/04/201911:54Aggiornato 15/04/2019 12:01

In Cina i lavoratori sono stanchi delle settimane da "996", che prevedono 12 ore di lavoro 6 giorni su 7. Ma se da una parte i dipendenti sono stanchi, dall'altra le imprese vedono questo modello come «una grande benedizione»

In Italia abbiamo sentito invettive contro i «bamboccioni», gli «schizzinosi» (choosy), i «poveri che restano sul divano» e che non hanno voglia di lavorare. Nemmeno in Cina i dipendenti si salvano da certi appellativi, nonostante i ritmi siano ben diversi.

Per dimostrare le condizioni in cui versano, i dipendenti (o ex impiegati) di più di 150 aziende cinesi hanno creato una piattaforma che raccoglie le prove delle ore di lavoro non retribuite. La lista nera delle imprese è stata creata sulla piattaforma di code-sharing Github, ed è riuscita a portare all'attenzione mediatica il dibattito intorno alla cultura del lavoro nel Paese. 

A parte le analogie terminologiche che sottintendono una visione affine alla cosiddetta "wolf culture" (imprenditoria aggressiva), le situazione italiana e quella cinese sono difficilmente paragonabili. I «fannulloni» asiatici delle grandi multinazionali lavorano da contratto dodici ore al giorno, e gli straordinari non retribuiti sono la regola.

Le condizioni di lavoro nelle aziende cinesi

Come fa notare il The Guardian, tra le aziende coinvolte compaiono Alibaba, Huawei, JD.com, Bytedance, la video app TikTok e Pinduoduo. Ma la lista è in continuo aggiornamento e i dettagli delle modalità di sfruttamento continuano ad accumularsi. 

Nella gran parte delle imprese attive nel Paese asiatico, gli impiegati seguono una direttiva conosciuta come la "996": un programma che prevede giornate lavorative che vanno dalle dalle 9 di mattina alle 21 di sera, per sei giorni a settimana. Una strategia che Jack Ma, il fondatore di Alibaba, ha definito «una grande benedizione».

«Se ti unisci al team di Alibaba, allora devi essere pronto a lavorare 12 ore al giorno», aveva detto Ma. La multinazionale a cui fa capo ha fatturato 39,9 miliardi dollari nell'ultimo anno: «Non abbiamo bisogno di chi lavora comodamente 8 ore al giorno». 

L'ossessione per il lavoro è incoraggiata quotidianamente, tanto che il fondatore di JD.com, Richard Liu, ha recentemente ricordato che se nei primi tempi non avesse rinunciato al sonno, l'impresa non sarebbe mai cresciuta. «I fannulloni non sono miei fratelli», ha sentenziato. 

Lavoratori cinesi in Italia

In una recente ricerca condotta da Open sul territorio milanese, molte testimonianze raccontavano di un progressivo adeguamento dei piccoli imprenditori cinesi ai ritmi e alle festività italiane. Enrico, ex proprietario della gelateria Chateau di via Paolo Sarpi, aveva raccontato che la coesione tra le due culture sta diventando sempre più tangibile.

«Non è raro trovare seconde generazioni che scelgono di chiudere la loro attività durante i giorni festivi italiani», aveva spiegato. «A Pasqua, Natale o Ferragosto è sempre più facile trovare negozi chiusi per ferie». 

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