IL MONDO

Notre Dame, il lungo giorno dei pompieri. Ecco come hanno domato l'incendio - Il video

Redazione - 16/04/201909:30Aggiornato 16/04/2019 12:14

«Stabilire un perimetro di sicurezza, evacuare i residenti, combattere senza sosta le fiamme». Nel girato pubblicato dal ministero dell'Interno, tutte le fasi cruciali del lavoro di oltre 400 vigili del fuoco

La macchina organizzativa di vigili del fuoco e forze dell'ordine ha funzionato: le fiamme sono state domate e, per adesso, la struttura portante di Notre Dame pare salva. In un tweet del ministero dell'Interno, il video che ripercorre i momenti salienti delle operazioni. «Stabilire un perimetro di sicurezza, evacuare i residenti, combattere senza sosta le fiamme» è l'ordine giunto dal ministro Cristophe Castaner.

Intanto, alle 8:00 del mattino del 16 aprile, il ministero della Cultura ha diramato una nota per fare il punto della situazione: «La struttura principale è salva ma resta molto instabile. La situazione è ancora precaria. La scorsa notte due terzi del tetto sono andati in fumo, la guglia è sprofondata all'interno creando un buco nella volta. Sempre durante la notte, l'incrocio del transetto è caduto e anche gran parte del transetto nord».

Il ministro della cultura, Franck Riester, ha aggiunto che «le squadre di pompieri e architetti che sono sul posto sono preoccupati poiché sopra la volta si è accumulata dell'acqua. C'è anche del legno carbonizzato che si è impregnato di acqua e quindi ha un peso importante. Tutta la cattedrale, adesso, è particolarmente fragile: l'edificio è stato costruito con così grande finezza che ogni parte che collassa rischia di compromettere l'intera costruzione».

Nella mattina del 16 aprile il canale Twitter dei Vigili del Fuoco di Parigi ha diffuso un altro video che li mostra impegnati sia nelle operazioni di terra che dall'alto: l'intervento è stato particolarmente delicato, sia perché l'incendio è divampato in quota, sia per l'alto numero di operatori coinvolti (erano 400). Le fiamme si sono propagate con rapidità perché la guglia, il tetto e la volta erano tutte di legno stagionato e con poca umidità: fattore quest'ultimo - che unito ai venti che spirano in quota - ha facilitato la diffusione delle fiamme.

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