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Manovra, Di Maio: "Scritta da Bruxelles? Non ci sto"

20/1212:55

Dai tagli all'editoria agli incentivi per le auto elettriche. In una diretta Facebook, il vicepremier elenca tutte le misure che il governo del cambiamento ha applicato in questa legge di Bilancio

 


Non ci sta Di Maio al racconto che circola in queste ore per cui la nuova legge di Bilancio è stata scritta e imposta da Bruxelles. In questa manovra - dice il vicepremier - c'è tutto ciò che ci avevano detto non si sarebbe potuto fare, tra cui le misure più urgenti votate dagli italiani il 4 marzo e nessun rischio di procedura d'infrazione".

 

Cosa c’è nella legge di bilancio

Dal reddito di cittadinanza a quota 100 per superare la Fornero, da Opzione donna all'aumento delle pensioni minime, dall'aumento delle pensioni invalidi al taglio delle pensioni d’oro, queste le misure in manovra citate dal vicepremier che sostiene si stia realizzando a pieno il contratto del governo del cambiamento. E ancora: dal taglio dei fondi all’editoria all’esclusione per gli ambulanti dal bolkenstein, dal taglio di mezzo miliardo alle spese militari inutili al tempo prolungato nelle scuole elementari, quindi lavoro per 2.000 insegnanti in più. "L'aumento dell'Iva bloccato per quest'anno - promette inoltre Di Maio - resterà bloccato anche per il 2019 e 2020". 

 

Previsto poi 1 miliardo e mezzo di euro per per indennizzare i truffati dalle banche, 10 miliardi e mezzo di euro per il dissesto idrogeologico, 1 miliardo di euro in più alla sanità,  l'aumento dei fondi per la ricerca, 1 miliardo di euro per le start-up innovative e 6.000 mila euro di incentivi per le auto elettriche non inquinanti. Ma anche l’assunzione di 12.000 persone per la pulizia nelle scuole e l'abolizione del Sistri per le imprese, il registro elettronico per il tracciamento dei rifiuti che - stando a Di Maio - "non ha mai funzionato".

 

"Questo è solo l'inizio", promette il vicepremier. "Da gennaio taglieremo molte altre cose, il team mani di forbice sarà sempre al lavoro: taglieremo tutto quello che non serve e recupereremo altre risorse". E poi conclude: "Il 2019 può essere davvero l'anno del cambiamento. Abbiamo 60 mesi per cambiare tutto".

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