PRIMO PIANO

Higuain, Milik, CR7: campioni oscurati dagli insospettabili

30/1211:51

Campionato in pausa, prosegue la lotta ai violenti. Come è cambiato lo stereotipo dell'ultrà

Gonzalo Higuain che torna a segnare per il Milan dopo 865 minuti (e quasi dieci partite) di astinenza; Arkadius Milik, suo erede al Napoli, che finalmente onora le attese che non solo i tifosi napoletani avevano riposto in lui; Cristiano Ronaldo, legato al Pipita dal problema di una convivenza che tutti hanno definito improbabile, che con una doppietta certifica lo strapotere juventino in questo girone d’andata della Serie A.

 
 

I tre gesti tecnici, che riguardano tre innegabili campioni, provano a riaccendere il canale calcio, oscurato nell’ultima settimana del 2018 dalle cose più brutte che il campionario dei comportamenti può proporre: la violenza tornata a infestare gli stadi, il razzismo che prende voce con i cori insopportabili contro Koulibaly. È stato tale il peso di questa zavorra da impedire che il campionato potesse decollare verso il nuovo anno.

 

Ieri le interviste da spogliatoio che dominano le giornate di gara sono state fatte anche nel piazzale davanti San Vittore. Sguardi tesi, parole arroccate in una difesa che si annuncia molto difficile: solo il Gip Guido Salvini è stato molto esplicito su quello che mercoledì scorso accadde a via Novara. Fu organizzato un combattimento, non si trattò di scontri improvvisamente esplosi, ma di un piano preordinato. La morte di Belardinelli, l’ultrà interista, travolto da un Suv in fuga, ha fatto solo esplodere il caso, accendendo i riflettori su un fenomeno spesso ricorrente nelle vigilie delle grandi partite.

 

Un altro Salvini, Matteo, proverà a disinnescare questa minaccia per tutto lo sport, riunendo al Viminale tutte le componenti del calcio: dirigenti, giocatori, arbitri e tifosi. E qui c’è il primo dubbio da sciogliere: quali sono i rappresentanti del tifo? Si guarda al mondo delle organizzazioni ufficiali, oppure siederanno al tavolo dell’emergenza anche gli ultras? Dagli interrogatori agli arrestati, è uscito il nome di Marco Piovella, indicato come uno dei capi della curva. Sui giornali c’è un signore in giacca e cravatta, che di professione fa il designer e che faresti fatica ad immaginarti a capo di una legione di invasati. Ma le accuse sono state fatte e, se fossero provate, identificherebbero lo stereotipo dell’insospettabile.

 

Una ragione supplementare per intervenire presto, anzi subito. Il reclutamento, l’addestramento sul campo, e l’organizzazione sono fenomeni che vanno arginati, combattuti, studiati per evitare che possano produrre effetti che segnerebbero la sconfitta per tutti, soprattutto per chi ancora coltiva l’ambizione di poter andare allo stadio senza temere di trovarsi al centro di un’imboscata.

 

La tribuna, e ovviamente anche la curva, sono ancora strepitosi luoghi d’incontro dove possono essere organizzate anche manifestazioni come quella delle diecimila maschere con la faccia di Koulibaly per ribadire l’appartenenza del campione senegalese alla comunità, senza che conti il colore della pelle. Il tempo è scaduto; basta parlare, occorre agire. Poi tornerà il momento per celebrare il bello del calcio: il mondo di Higuain, Milik, CR7. Il paradiso dopo l’inverno.

Loading ...
Failed to load data.