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Trenta sindaci difendono il decreto sicurezza di Salvini

Redazione - 03/01/201921:33Aggiornato 04/01/2019 17:14

Nella lettera al presidente dell'Anci, Antonio Decaro, i firmatari si smarcano dai colleghi dissidenti: "nel decreto norme principi giusti e condivisibili"

Il 3 gennaio è partita la ribellione al decreto sicurezza dei primi cittadini italiani, i quali promettono che in numerose città italiane non verranno applicate alcune norme contenute nel provvedimento di legge. Il fronte dei sindaci "dissidenti" è già molto ampio e va via via allargandosi. La protesta è partita da una presa di posizione del sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, e ha successivamente coinvolto i sindaci di Firenze, Parma, Napoli, Bologna e anche Milano. Intervenendo sulla polemica, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è detto disponibile a parlare con i primi cittadini delle "eventuali difficoltà applicative", sottolineando però di non essere disposto ad accettare alcuna deroga.

Al fronte dei cosiddetti "sindaci dissidenti" si sta però contrapponendo quello dei primi cittadini che sono invece disposti ad applicare integralmente il decreto sicurezza di Matteo Salvini e che in sostegno del ministro dell'Interno e vicepremier hanno scritto una lettera indirizzata al presidente dell'Anci, Antonio Decaro. Decaro ha contestato i contenuti del provvedimento sottolineando che "le nuove norme mettono i sindaci in una oggettiva difficoltà.

A sostegno del ministro Salvini sono corsi in soccorso trenta primi cittadini, tra cui il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, il sindaco di Genova Marco Bucci e il sindaco di Verona Federico Sboarina. Nel testo della lettera inviata all'Associazione nazionale dei comuni italiani si legge:

"Premesso prioritariamente che i Sindaci devono sempre e comunque rispettare le leggi, pena una grave delegittimazione delle Istituzioni che rappresentano, apprendiamo che proprio sulla scorta di queste esternazioni, tu hai ritenuto di proporre un tavolo di confronto per apportare 'i necessari correttivi che così com’è non tutela i diritti delle persone'. Nella tua dichiarazione fai riferimento alla posizione assunta all’unanimità dalla commissione immigrazione dell’Anci ma non può sfuggirti che, vista la delicatezza della materia, la posizione ufficiale dell’Anci deve necessariamente scaturire da un confronto che coinvolga i massimi organismi dell’associazione a partire dal direttivo e dal consiglio nazionale. Per quanto ci riguarda i sottoscritti sindaci sono convinti che il Decreto Sicurezza contenga norme principi giusti e condivisibili. La gestione dell'immigrazione in questi ultimi anni ha aumentato il senso di insicurezza e il disagio sociale dei cittadini. La cancellazione dei flussi programmati e l’equiparazione tout court tra rifugiati e migranti economici ha prodotto conseguenze che era doveroso contrastare in agendo alla radice di quella equiparazione".

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