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Scontri San Siro: ok della Procura alla scarcerazione di un ultrà interista

Redazione - 04/01/201917:45

È Luca Da Ros e nei giorni scorsi aveva accusato Marco Piovella di essere l'organizzatore dell'agguato ai tifosi del Napoli. Secondo i magistrati ha fornito elementi utili alle indagini

La Procura di Milano ha deciso di scarcerare e di concedere i domiciliari a Luca Da Ros, il più giovane dei quattro arrestati per gli scontri avvenuti nel prepartita di Inter-Napoli del 26 dicembre scorso. Interrogato per tre ore dai magistrati, Da Ros ha continuato a fornire elementi utili alle indagini, come aveva già fatto nel carcere di San Vittore subito dopo l'arresto. Dopo il parere favorevole dei pm, l'ultima parola spetta ora al gip, Guido Salvini.

Nell'interrogatorio, Da Ros ha confermato la sua versione su Marco Piovella, uno dei capi della curva interista, accusato di aver organizzato l'agguato ai tifosi del Napoli in cui è morto Daniele Belardinelli.

 

"Il nostro capo, che ha in mano la curva, si chiama “il Rosso” (soprannome di Piovella, ndr), è lui che sposta la gente, è lui che decide", aveva detto Da Ros. “Il Rosso ha detto andiamo, e io sono andato. Siamo partiti tutti in macchina, eravamo 120 persone". Piovella ha già respinto queste accuse in due occasioni, ammettendo di aver partecipato al "combattimento" ma non di esserne la mente.

 

Dopo l'interrogatorio, l'avvocato Alberto Tucci, ha detto che Da Ros non ha fatto altri nomi ai pm: "Lui è troppo giovane per conoscere nomi", ha spiegato, aggiungendo che "la sua posizione si è alleggerita parecchio". Restano per ora in carcere gli altri due ultrà arrestati con Da Ros, Francesco Baj e Simone Tira, così come Marco Piovella: sono tutti indagati per rissa aggravata, lesioni e lancio di oggetti. Gli indagati sono una ventina: l'ultimo, un ragazzo di 25 anni, tifoso del Napoli, che sarebbe stato alla guida della macchina che ha travolto Belardinelli.

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