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Trivelle, arriva lo stop del governo ai permessi nello Ionio

Alessandro Parodi - 09/01/201917:55

Il ministero dello Sviluppo Economico ha messo a punto un emendamento che blocca le concessioni per le trivellazioni nel golfo di Taranto. Sospesi per tre anni i permessi già rilasciati in attesa dell'introduzione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee

Il Mise ha disposto un emendamento 'blocca-trivelle' al Decreto legge Semplificazioni per quanto riguarda le concessioni nel Mar Ionio. In una nota il Ministero dello Sviluppo Economico fa sapere che il provvedimento prevede, per un "termine massimo di tre anni", la sospensione dei "permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché i procedimenti per il rilascio di nuovi permessi di prospezione (esplorazione del sottosuolo mediante misurazioni geofisiche sul terreno, ndr) o di ricerca o di coltivazione di idrocarburi. Grazie a tale moratoria, sarà impedito il rilascio di circa 36 titoli attualmente pendenti, compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio".

L'emendamento è stato annunciato dal sottosegretario al Mise con delega all'Energia, Davide Crippa. Nella proposta di modifica, informa la nota, si afferma che "le attività upstream (cioè tutte le attività a monte della vendita di gas, olio combustibile e petrolio, ndr) non rivestono carattere strategico e di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità" e si prevede "l'introduzione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (Ptesai), strumento già in programma da tempo, e il nuovo calcolo di alcuni canoni concessori.

Il piano andrà definito e pienamente condiviso con Regioni, Province ed Enti Locali e individuerà le aree idonee alla pianificazione e allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale e quelle non idonee a tali attività. Questo per assicurare la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale e per accompagnare la transizione del sistema energetico nazionale alla decarbonizzazione".

Infine l'emendamento prevede, "a tutela di tutte le parti in causa che, fino all'approvazione del Ptesai, con un termine massimo di tre anni, saranno sospesi i permessi di prospezione e di ricerca già rilasciati, nonché i procedimenti per il rilascio di nuovi permessi di prospezione o di ricerca o di coltivazione di idrocarburi. Grazie a tale moratoria, sarà impedito il via libera a circa 36 titoli attualmente pendenti compresi i tre permessi rilasciati nel mar Ionio". L'emendamento verrà discusso, nei prossimi giorni, nelle commissioni riunite Affari Costituzionali e Lavori Pubblici.

Nei giorni scorsi fra il governo, e in particolare la sua componente 5 Stelle, e Legambiente c'era stato un acceso scambio di battute. L'associazione ambientalista aveva accusato il Movimento 5 Stelle di aver tradito le posizioni contrarie alle trivellazioni, mentre Luigi Di Maio aveva replicato attribuendo al Pd la responsabilità di aver introdotto la norma che autorizzava nuovi permessi.

Anche il leader della federazione dei verdi, Angelo Bonelli aveva incalzato il governo con 7 domande e accusando Di Maio di non "raccontarla giusta quando afferma che non ha rilasciato i permessi per la ricerca di idrocarburi nel mar Ionio e che l’autorizzazione è stata data dal precedente governo". Infine, pure il governatore della Regione Puglia Emiliano era entrato nella polemica, promettendo di “impugnare le autorizzazioni del Mise per la ricerca di idrocarburi nel Mar Ionio.” La nota del Mise sembra ora mettere la parola fine alla questione.

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