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Beppe Grillo contro la pseudoscienza? Ecco cosa diceva su vaccini, cancro e farmaci

Charlotte Matteini e David Puente - 11/01/201906:41

Beppe Grillo ha deciso di firmare il “Patto trasversale per la scienza” contro le pseudoscienze e la pseudomedicina proposto dai professori Guido Silvestri e Roberto Burioni. La notizia dell’adesione del comico genovese sta facendo parecchio discutere tanto che si sono scatenate infuocatissime polemiche sui social. Da una parte i no vax accusano il fondatore del M5S di aver tradito gli elettori, dall’altra i detrattori del comico genovese sottolineano l’ipocrisia che si celerebbe dietro la sottoscrizione dell’appello.

Stizzito dalle polemiche, Grillo ha replicato ai contestatori : «Davvero io posso essere No-Vax? Per credere seriamente a una cosa del genere bisogna avere un tipo di mentalità da terrapiattista».

Ma per quale motivo il suo sostegno alla causa scientifica sta creando tanti malumori? Il motivo è semplice: nel corso della sua carriera di comico e di ideologo del Movimento 5 Stelle, a più riprese ha sostenuto posizioni nettamente antiscientifiche e difeso numerose “cure” di pseudomedicina. Facciamo qualche esempio.

Durante lo spettacolo “Apocalisse morbida”, andato in scena nel 1998, Grillo accusò i vaccini di abbassare il sistema immunitario:

Il principio del vaccino è: prendi un bambino sano, che non ha neanche un anno, con il suo sistema immunitario perfetto, giusto a un anno, non ha ancora mangiato in nessuna trattoria, gli inoculi un virussino piccolo in modo che lo abitui un po’. Nel caso arriva il virus più grosso, il virussino che da anni gira gli fa un culo così. Se però il virus grosso non arriva, il virussino rimane li in circolo. Oltre al virussino c'è anche un po' di mercurio e allora abbassano il sistema immunitario. Parliamo di sistemi immunitari, non abbiamo più difese di un cazzo, siamo tutti raffreddati, tosse, bronchite, i bambini tutti a letto.

Sempre durante "Apocalisse morbida", Grillo si scaglia anche contro i farmaci:

Il 45 % dei farmaci che noi assumiamo non servono per la malattia che ci è stata prescritta. Funzionano per l'effetto placebo.

 

Beppe Grillo a più riprese difese anche il cosiddetto “siero di Bonifacio”, una pseudocura per il cancro a base di feci e urina di capra inventata dal veterinario salernitano Liborio Bonifacio. Raccontò inoltre di un certo Pantellini che “curò la moglie, malata terminale senza più speranza, con succo di limone e ascorbato di potassio. Guarì dal cancro”. Nel 2007 sostiene che gli scienziati attribuiscano l’aumento dei casi di autismo anche ai vaccini e farmaci:

Un bambino su 150 soffre di autismo. Venti anni fa solo uno su 2.000. Gli scienziati attribuiscono la crescita all’inquinamento ambientale, alimentare e da vaccini e farmaci.

Il comico durante i suoi spettacoli ha più volte sostenuto che l’Aids non esiste, che fosse una vera e propria bufala:

Lui non dice che ci sono seri sospetti che l’Aids sia una bufala [si riferisce a Veltroni che suggeriva l’uso del preservativo]. Vera! Lo dicono 2 nobel, non io! Mullis, premio Nobel per la chimica. Duesberg, il più grande microbiologo del mondo dice che l’Aids, sindrome da immunodeficienza acquisita, non è causato dall’HIV.

A parte che Duesberg non è un premio nobel, entrambi sono ritenuti figure di spicco del movimento negazionista sulla correlazione HIV-AIDS.

Famigerato è anche il soprannome inventato da Beppe Grillo per attaccare l’oncologo Umberto Veronesi. Cancronesi lo chiamava, sostenendo a più riprese che il professore non fosse informato sui fatti relativi agli inceneritori e anzi avesse anche “qualche piccolo conflitto di interessi”:

Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia. Un business. La provoca e la cura.

Per chiudere la carrellata di posizioni antiscientifiche di Beppe Grillo, è da ricordare un editoriale del New York Times che tanto fece indignare il comico genovese. Si intitolava “Populismo, politica e morbillo” e recitava:

L'M5s forse non è responsabile per l'intera diffusione, dato che lo scetticismo sui vaccini è anteriore alla crescita del partito. Ma la percentuale di bambini vaccinati è calata costantemente negli anni recenti. Combattere lo scetticismo sui vaccini non è facile, perché neppure gli innumerevoli studi sanitari che negano qualsiasi legame tra vaccini e autismo sono riusciti a penetrare la coltre distesa da Grillo e persone come lui. La diffusione del morbillo fornisce alle autorità sanitarie un'opportunità di rafforzare la loro argomentazione sottolineando la concreta evidenza di quello che segue inevitabilmente quando le vaccinazioni calano.

Beppe Grillo se la prese molto per questo scritto, ma a giudicare dalla carrellata di ricordi che abbiamo raccolto non è che il Nyt avesse poi così torto. Ora, però, lo troviamo tra i firmatari di un appello per la scienza. Redenzione sulla via di Damasco? Speriamo di sì.

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