PRIMO PIANO

Multa da 100 euro al vicesindaco di Trieste che gettò gli abiti di un clochard

Chiara Piselli - 11/01/201912:28

"Ho chiesto il verbale e ho pagato per evitare altre polemiche e ulteriori strumentalizzazioni". Sono le parole di Paolo Polidori che verificherà l'ipotesi di "conferimento improprio" della polizia locale perché "mi convince fino a un certo punto"

Si è risolta con 100 euro di multa la vicenda legata agli abiti di un senzatetto gettati nell'immondizia. Il vicesindaco di Trieste, Paolo Polidori, ha pagato la contravvenzione per averli buttati nel cassonetto dell'indifferenziata invece che in quello giallo destinato ai tessili. Nel mucchio, oltre agli indumenti del clochard di origini romene che si accampava in via Carducci, c'erano anche coperte per l'inverno e altri effetti personali. Polidori era stato travolto da una bufera mediatica dopo aver pubblicato un post sul suo profilo Facebook in cui raccontava con vanto quello che aveva fatto per mantenere in ordine la sua città.

Guarda il video: Trieste, vicesindaco butta le coperte del clochard. E dice a OPEN: "Così la città è più sicura"

"Per evitare altre polemiche e ulteriori strumentalizzazioni - ha detto il vicesindaco - ho chiesto il verbale e ho pagato". Polidori ha spiegato di essere andato alla polizia locale per gli accertamenti sul suo conto: "Mi sono messo a disposizione affinché si verificasse la fotografia e venisse deciso se elevare contravvenzione o meno". Lo scatto di cui parla è quello che lui stesso aveva pubblicato su Facebook. L'immagine rappresentava il contenuto del cassonetto in cui il vicesindaco aveva gettato tutti gli effetti personali del senzatetto, comprese coperte invernali e un contenitore in plastica. 

L'ipotesi della polizia locale di Trieste è quella del "conferimento improprio". "Una ipotesi che mi convince fino a un certo punto - ha detto il vicesindaco leghista - e che dunque approfondirò". Nonostante il desiderio di verificare, Polidori ha scelto di non fare ricorso.

Dopo l'episodio, si era attivata una catena di solidarietà da parte di un gruppo di cittadini di Trieste che aveva lasciato coperte e vestiti nel luogo in cui il senzatetto di origini romene si accampava. Vicino al dono, un cartello chiariva le intenzioni del gesto: "Caro amico, speriamo che questa notte tu soffra meno il freddo. Ti chiediamo scusa a nome della città di Trieste".

Loading ...
Failed to load data.