PRIMO PIANO

Avellino, strage del bus: assolto l'ad di Autostrade. I familiari urlano: "Vergogna!"

Redazione - 11/01/201914:52

Era accusato insieme ad altri 11 dirigenti di omicidio colposo plurimo per l'incidente del 2013, in cui persero la vita 40 persone. Assolto anche l'ex condirettore della società Riccardo Mollo. Tra i condannati in primo grado Gennaro Lametta, il proprietario del bus

Assolto. È questa la sentenza decisa dal giudice Luigi Buono per l'ad di Autostrade per l'Italia Giovanni Castellucci nel processo di primo grado sulla strage stradale di Avellino. L'accusa aveva chiesto dieci anni di reclusione. Nell'aula del tribunale i parenti delle vittime hanno protestato urlando «Vergogna, questa non è giustizia». Oltre a Giovanni Castellucci sono stati assolti altre sei imputati, fra cui Riccardo Mollo, ex condirettore generale di Autostrade. La condanna più severa è quella per Gennaro Lametta, il proprietario del bus. Per lui 12 anni di reclusione.

La strage di Avellino

Un bus che perde il controllo. Sbatte sulle barriere autostradali. Una volta, due volte, finché la terza volta la forza dell'impatto è troppo grande. La barriera non regge e crolla. Il bus cade nella scarpata: 40 morti. La strage di Avellino è una delle più grandi tragedie avvenute sulle strade italiane. È successo tutto alle 19.30 di domenica 28 luglio 2013. Un pullman Volvo bianco stava correndo sull'autostrada A16, direzione Napoli. Ci sono 49 passeggeri a bordo.

Stanno tornando da un pellegrinaggio. Erano partiti da Pozzuoli e avevano organizzato un piccolo viaggio tra Telese Terme e Pietralcina, nei luoghi di Padre Pio. Il viaggio era organizzato con Mondo Travel, con cui questo gruppo aveva già organizzato altre trasferte. Dopo quella a Pietralcina ne avevano già in programma un'altra, questa volta in Bosnia nel Santuario di Medjugorje. Alla guida del pullman c'era Ciro Lametta, il fratello del proprietario della Mondo Travel.

Dopo l'uscita Avellino est cominciano a sentirsi dei rumori sotto i sedili. Sempre più forti. Finché un giunto dell'albero di trasmissione si rompe, l'impianto frenante si blocca e il mezzo perde ogni controllo. Il bus tampona diverse auto e precipita dal viadotto di Acqualonga. Si capiscono subito le dimensioni della tragedia: 38 persone, compreso l'autista, muoiono sul colpo. Altre due nelle settimane successive. Sopravvivono solo dieci persone. A processo andranno 15 imputati, l'ad di Autostrade Castellucci e altri funzionari della società. Le accuse sono di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, lesioni e falso in atto d'ufficio.

Loading ...
Failed to load data.