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Le reazioni all'arresto di Battisti: Salvini: «Finita la pacchia». I familiari delle vittime: «Ora in galera».

Redazione - 13/01/201907:33

Il presidente della Repubblica Mattarella: «Venga prontamente consegnato alla giustizia italiana, affinché sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia»

Familiari delle vittime, politici italiani e brasiliani. Sono tante le reazioni arrivate dopo l'arresto di Cesare Battisti, scattato alle 22 ora italiana del 12 gennaio in Bolivia. L'ex membro dei Proletari armati per il comunismo, condannato a due ergastoli per quattro omicidi, è stato arrestato dalla polizia boliviana, dopo un pedinamento da parte di forze di polizia e servizi segreti italiani.

La politica

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è detto soddisfatto per l'arresto e auspica che Battisti «venga prontamente consegnato alla giustizia italiana, affinché sconti la pena per i gravi crimini di cui si è macchiato in Italia e che lo stesso avvenga per tutti i latitanti fuggiti all'estero». «Congratulazioni e conta sempre su di noi, Matteo Salvini», twitta il presidente brasiliano Jair Bolsonaro. Nelle scorse settimane i due si erano inviati diversi messaggi, sottolineando la reciproca volontà di restituire Battisti alla giustizia italiana.

Le famiglie Santoro, Torregiani, Sabbadin, Campagna «potranno finalmente ottenere giustizia». È questa, invece, la reazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, affidata a un post su Facebook. La cattura e l’espulsione di Cesare Battisti sono «un risultato atteso da oltre quarant’anni, che dovevamo soprattutto a loro, come pure alle altre vittime delle sue azioni criminali».

Ma la reazione più attesa era quella del ministro dell'Interno Matteo Salvini, che nei giorni scorsi aveva dialogato a distanza col presidente brasiliano di estrema destra Jair Bolsonaro rimarcando la reciproca volontà di mettere fine alla latitanza di Battisti e di consegnarlo all'Italia. Su Facebook il ministro dell'Interno ha ringraziato «di cuore» Bolsonaro e le forze di polizia italiane e brasiliane: «Il mio primo pensiero va oggi ai famigliari delle vittime di questo assassino, che per troppo tempo si è goduto una vita che ha vigliaccamente tolto ad altri, coccolato dalle sinistre di mezzo mondo. È finita la pacchia».

A correggere la linea salviniana arrivano le parole di due 5 stelle: il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che fa complimenti al ministro della Giustizia e collega di partito Alfonso Bonafede e il presidente della Commissione Antimafia Nicola Morra: «Non è un regalo - ha precisato Morra - è un atto dovuto di giustizia. Dura lex sed lex». 

Filipe G. Martins, consigliere speciale del presidente brasiliano, Jair Bolsonaro è stato tra i primi a divulgare la notizia: «Il terrorista italiano Cesare Battisti sarà presto portato in Brasile da dove verrà probabilmente portato in Italia, così da poter scontare l'ergastolo, secondo la decisione della corte italiana».

E il deputato federale e figlio del presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha voluto subito mandare un messaggio al ministro dell'Interno: «Matteo Salvini, il "piccolo regalo" sta arrivando», ha scritto su Twitter.  In un altro tweet Eduardo Bolsonaro ha aggiunto: «Ha ucciso un poliziotto, ha ucciso un padre di fronte a suo figlio, e lasciato un uomo paralizzato. È stato condannato all'ergastolo per quattro omicidi ed era un membro del gruppo terroristico di sinistra in Italia PAC. "Ciao Battisti", la sinistra piange».

La notizia della cattura è stata confermata durante la mattina del 13 gennaio anche dall'ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini, che ha celebrato così l'arresto: «È stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo». Soddisfatti i componenti del governo giallo-verde. Il lavoro della Farnesina «continua affinché l’estradizione in Italia possa avvenire nei tempi più rapidi», dice il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi, in una nota. «Si tratta di un atto di giustizia nei confronti degli odiosi crimini del terrorismo, doveroso verso chi fu ucciso o ferito e verso i loro famigliari». Anche l'ex premier Pd, Paolo Gentiloni, ha commentato la notizia: «Finalmente le vittime del terrorismo avranno giustizia».

 

Le famiglie delle vittime

«È fatta. Credo sia la volta buona»: cosi commenta l'arresto Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 dai Pac in una sparatoria in cui lui stesso rimase ferito e perse l'uso delle gambe. «Forse davvero è una buona giornata - ha detto - Non oso pensare che ora possa trovare un escamotage. Sarebbe da scriverci un libro»

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