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Campagna per le Europee, Di Maio e Di Battista a Strasburgo

Redazione - 14/01/201909:54Aggiornato 17/01/2019 18:30

I due esponenti del M5s intendono lanciare «una campagna pop, coi fuochi d'artificio». Intanto a palazzo Chigi, Conte vede Avramopoulos per la questione migranti. In agenda anche l'incontro con Anci sul decreto Sicurezza. Segui la diretta di Open

ore 16.30 - #CambiamolaInsieme è l'hashtag. Unione europea il riferimento. Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista sono arrivati a Strasburgo e in diretta Facebook si avvicinano alla sede del Parlamento europeo. 

«Ci sono due parlamenti, uno a Bruxelles e uno qui - afferma Di Maio -. E questa è la marchetta francese che dobbiamo cancellare il prima possibile». «Sarebbe bene che queste battaglie fossero supportate da tutto il Paese», aggiunge Di Battista.

ore 13.25 - «In van verso Strasburgo per portare il vento del cambiamento». Una breve sosta per il rifornimento e poi di nuovo in direzione di Strasburgo. A bordo di un multivan, prosegue il viaggio dei due esponenti dei Cinque stelle. Nel pomeriggio hanno in programma la plenaria del Parlamento europeo. «Andremo personalmente lì per annunciare che, presto, il vento del cambiamento soffierà anche all'interno delle istituzioni europee», dicono i due. «E saremo noi del M5S a portarlo». 

Tra i tanti argomenti toccati, anche quello relativo al ritiro della concessione ad Autostrade, una battaglia intavolata dal M5s dopo il crollo del ponte Morandi, il 14 agosto dello scorso anno. «Il primo passo - spiega Di Battista - è togliere le concessioni alla famiglia Benetton e far sì che ci possano essere da un lato risparmi per i cittadini e dall'altro lato investimenti su infrastrutture e sicurezza».

Poi l'attacco diretto: «Abbiamo visto con le tragedie che ci sono state che le società autostradali in mano alla famiglia Benetton non si sono neanche comportate in maniera dignitosa per quanto riguarda gli investimenti in tema di sicurezza», sottolinea l'esponente m5s che ribadisce di essere favorevole alla nazionalizzazione della rete autostradale. «Il governo è compatto su questa scelta - interviene Di Maio -. Il taglio della concessione ad Autostrade si può fare. Quando lo Stato alza la testa su questi poteri l'altra parte coinvolta la abbassa».

E per quanto riguarda invece il pedaggio autostradale, il vicepremier Di Maio ipotizza la possibilità di una tariffa unica europea:  «Una sorta di abbonamento flat a tutte le tratte europee, senza caselli. Dobbiamo mirare a una rete autostradale europea con tariffa unica annuale, soldi che andranno a una società stradale per investimenti sulle infrastrutture».

11.15 - L'annuncio ufficiale dell'inizio del viaggio verso le Europee - e dunque l'inaugurazione dei 4 mesi di campagna elettorale - viene dato anche sul Blog delle Stelle

ore 11 - Di Maio e Di Battista sono in viaggio verso Strasburgo. I due esponenti del M5s annunciano che questa è solo una delle prime dirette in programma in occasione del lancio della campagna per le elezioni europee. Con Di Maio alla guida, il primo a introdurre la giornata è Di Battista: «Durante le fasi della trattativa con la Ue sulla legge di bilancio, mi ha indignato dover combattere in questo modo per ottenere ciò che dovrebbe essere il minimo. L'Europa - dice Di Battista - o si mette in testa che si ricostruisce tutto attraverso i diritti economici e sociali e si cambiano radicalmente alcuni trattati, oppure se crolla la colpa non può essere del M5s». Secondo lui, «c'è da fare una battaglia anche in merito alla modifica di alcuni trattati: dobbiamo metterci in testa che se si vogliono inserire finanziamenti su grandi opere e allargare la platea di coloro che beneficiano dei diritti economici e sociali, vanno messe le mani sui alcuni trattati europei».

«Saranno 4 mesi importantissimi». Prende la parola Di Maio, alla guida del mezzo diretto a Strasburgo. «Pensate se il M5s si fosse arreso. Quella sulla legge di bilancio è stata una battaglia e abbiamo portato a casa quota 100, il reddito di cittadinanza e altre cose. Ma c'è una cosa importante che tutti i cittadini devono sapere: non abbiamo finito qui. Dobbiamo fare quota 41, che è il vero superamento della legge Fornero, e per farlo abbiamo bisogno che quest'anno, con le elezioni europee, cambino alcune regole europee. Dobbiamo aumentare la platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza, abbassare ancora di più le tasse alle imprese, snellire la burocrazia». E ancora: «Questa Ue così come è non va - sottolinea il vicepremier -. Ci sono idee che vogliamo sviluppare e non possiamo più rimandare. Cambiamo questa Europa per fare una legge di bilancio ancora più importante per i cittadini». Poi, la prima diretta della giornata si interrompe per via di un controllo alla dogana. 

ore 9 - Un evento a sorpresa. Così il vicepremier M5s Luigi Di Maio ha definito -  e annunciato - su Facebook l'incontro a Strasburgo con Alessandro Di Battista. «Non vi rivelo altri dettagli - dice il leader M5s - anche per evitare l'assalto della stampa». Un appuntamento fissato per le 10 e catturato, come solito, da una diretta Facebook che rivelerà i contenuti dell'«evento» dai dettagli top secret. 

La ragione più accreditata alla base dell'incontro dei due esponenti del Movimento 5 stelle a Strasburgo è quella relativa al lancio della campagna per le elezioni europee. «Quella dei pentastellati - avevano commentato giorni fa fonti di governo M5s - sarà una campagna pop, coi fuochi d'artificio».

Intanto a Roma, a palazzo Chigi,  il premier Giuseppe Conte incontra - insieme al ministro degli Interno Matteo Salvini - il commissario europeo per le Migrazioni Dimitris Avramopoulos. Al centro del tavolo, la questione relativa alla redistribuzione dei migranti dopo l'accordo raggiunto con Bruxelles e lo sbarco a Malta dei richiedenti asilo di Sea Watch e Sea Eye. Poi da domani il premier sarà in Niger e Ciad, snodi cruciali per le rotte dei flussi migratori.

Ma la giornata politica vede tornare al centro della discussione pubblica anche il decreto Sicurezza. Il premier Conte incontra infatti i rappresentanti dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani. Nel frattempo, il ministro dell'Interno Salvini ha messo le mani avanti: «Del decreto sicurezza non si cambia mezza virgola».

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