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Guido Silvestri: «Beppe Grillo pro scienza? Non è sorprendente la sua posizione»

Charlotte Matteini - 15/01/201918:19

«Grillo è una persona estremamente intelligente, che da sempre ama l'innovazione tecnologica», ha dichiarato a Open il professore che ha convinto il comico a firmare il "Patto per la scienza"

Il "Patto trasversale per la scienza", contro le cosiddette pseudoscienze, è un' iniziativa ideata e lanciata dai professori Roberto Burioni e Guido Silvestri, che ha coinvolto molti esponenti politici di primo piano tra cui l'ex garante del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, ma anche l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Immediatamente in rete si sono scatenate polemiche e ironie e in molti hanno ricordato le prese di posizione di Grillo, che, nel corso della sua carriera, ha più volte dato sostegno a teorie che si sono rivelate prive di fondamento scientifico. Come risposta, lo stesso Grillo ha dichiarato di essere stato contattato dal professor Guido Silvestri e di aver firmato perché convinto della bontà dell'iniziativa.

Open ha contattato il professor Guido Silvestri per parlare del "Patto trasversale per la scienza" e per capire come ha fatto a convincere Beppe Grillo a firmarlo. 

Perché lei e il professor Burioni avete sentito l'esigenza di proporre un "Patto trasversale per la scienza"?

«Perché Roberto Burioni e io siamo due medici che hanno fatto della scienza una ragione di vita. E siamo preoccupati nel vedere come in Italia un manipolo di ciarlatani sia riuscito a infiltrarsi nella nostra società civile - a livello di istituzioni, di politica, di media e naturalmente di cittadini che non sono scienziati - promuovendo forme di pseudoscienza che stanno facendo dei danni notevoli alla salute pubblica. E qui basta pensare all'anti-vaccinismo, che è una totale follia dal punto di vista scientifico, e al negazionismo dell'AIDS, una teoria assurda che ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone. Per questo è importantissimo che tutte le forze politiche aderiscano alla nostra iniziativa».   

Perché secondo lei in Italia proliferano le teorie anti-scientifiche? La politica ha delle responsabilità?

«Il fenomeno non è certamente nuovo. Chi ama l'opera conosce certo la figura di Dulcamara, ne L'elisir d'amore di Donizetti. Il medico che vende intrugli per curare ogni malattia. I ciarlatani quindi esistono da secoli, ma è vero che il fenomeno si è accentuato negli ultimi anni. La mia teoria è che c'è stato un periodo in cui, mentre noi scienziati stavamo chiusi nella "torre d'avorio" a parlare tra di noi di esperimenti e paradigmi, un gruppo di ciarlatani ha capito come funziona il web e lo ha sfruttato per dare una parvenza di scientificità alle loro assurdità, così creando un seguito di "fedeli". Ma ora la musica è cambiata, grazie soprattutto a Burioni, che ha ribaltato il tavolo con le sue doti straordinarie di comunicazione. L'Italia avrebbe bisogno di cento persone come lui».

In molti, anche sui social, si chiedono come sia riuscito a convincere Beppe Grillo a firmare un appello per la scienza, viste le svariate prese di posizione non esattamente pro-scienza che il comico genovese ha preso nel corso degli anni. 

«Beppe Grillo è una persona estremamente intelligente, che da sempre ama la scienza e l'innovazione tecnologica. In realtà non è affatto sorprendente che abbia preso questa posizione. Poi, come sempre, sta a noi professionisti della scienza comunicare e spiegare come stanno le cose a chi fa un altro mestiere». 

 

Lei viene ritenuto da più parti il consulente di punta del Movimento 5 Stelle in tema salute. Come mai ha deciso di collaborare con i 5 Stelle?

«Come sa bene chiunque mi conosce, io sono una persona che vive in America da 26 anni ed è pienamente indipendente da ogni affiliazione politica italiana. La collaborazione con il M5S nasce dal mio desiderio (e obbligo morale) di promuovere la scienza, sempre e comunque. Ricordo comunque che tra i parlamentari del M5S ci sono fior di scienziati, a cominciare dalla mia carissima amica Elena Fattori, e tanti altri».

In questi mesi di governo, ci sono state delle proposte o dei provvedimenti in ambito sanitario che ha giudicato non-scientifici?

«Non in particolare, ma bisogna tenere alta la guardia, perché la pressione dei ciarlatani, che purtroppo in qualche caso hanno trovato anche sponde istituzionali, rimane molto forte. È importante soprattutto adesso che sanno di essere alle corde. Questo in un certo senso li rende disperati e pronti a qualsiasi mossa. Bisogna lavorare continuamente con i politici affinché non cadano in brutte tentazioni. Il caso Stamina ci deve insegnare cosa può succedere se la politica viene abbandonata da veri scienziati». 

Che cosa pensa dell'obbligo vaccinale?

«Penso che in un paese civile non si dovrebbe mai obbligare nessuno a un intervento sanitario. Nessuno ci obbliga a fare l'anestesia quando andiamo dal dentista, è una cosa che facciamo perché ci viene consigliata, è sicura e ci fa stare meglio. Nessuno ha mai dimostrato in modo chiaro che le coperture vaccinali siano più alte usando l'obbligo anziché la persuasione. Però ricordo che il tema obbligo-non obbligo è una discussione di carattere politico in cui sta benissimo in una dialettica di opinioni. Mentre non c'è nulla da discutere sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini raccomandati ai nostri bambini, compresi ovviamente i dieci inclusi come "obbligatori" nella legge Lorenzin».  

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