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La rete 5G ? Una guida in cinque parole

Valerio Berra - 16/01/201907:21

Veloce, molto più del 4G. Potente, tanto da essere usata per connettere i macchinari delle aziende. I dettagli del sistema che utilizzeremo per comunicare nel futuro

Matera, un complesso scavato nella roccia nell'entroterra della Basilicata. È questa una delle tre aree che nel 2017 il ministero dello Sviluppo economico ha selezionato per sperimentare la rete 5G. Fra i sassi che hanno reso famosa questa città, inizieranno a viaggiare dati a velocità molto elevata, ben oltre la soglia di quello a cui siamo abituati.

Non si tratta di un semplice miglioramento del 4G, ma di un cambio totale di passo: al momento non esistono dispositivi in commercio in grado di supportarla, o quasi.

Standard

Le ere geologiche della telefonia vengono scandite dall'introduzione di nuove infrastrutture per la rete mobile che arrivano, si impongono sul mercato e sostituiscono quelle precedenti. La sigla 5G infatti vuol dire semplicemente "Quinta Generazione".

La prima generazione, 1G, risale al 1982 e da quel momento circa ogni dieci anni sono stati introdotti continuamente nuovi standard per le connessioni mobili. Attualmente la rete più veloce che si può utilizzare è il 4G, sperimentato per la prima volta in Corea del Sud nel 2006. Con 5G si intende dunque uno standard basato su tecnologie e frequenze diverse dalle reti precedenti. Tutti i dettagli di come sarà la rete del futuro sono definiti dalla Federal Communications Commission.

Velocità

I primi mesi dopo il lancio, la rete 5G avrà una capacità di download che va oltre 1,5 gigabit al secondo, ma a pieno regime potrebbe arrivare a 10 gigabit al secondo. Questi indicatori forse dicono poco a una prima lettura, ma basta convertirli con una proporzione per capire la portata del cambiamento: la nuova rete sarà oltre 30 volte più veloce del 4G.

Vuol dire streaming in Ultra Hd sempre garantiti e file di grosse dimensioni scaricati in pochi secondi. Senza contare la possibilità di usare ovunque i visori di realtà virtuale. 

Certo, vuol dire anche che quei 30 Giga di traffico inclusi nella nostra offerta telefonica finiranno molto più in fretta.

Tempi

Per gestire una potenza del genere, bisogna avere i mezzi giusti. L'unico smartphone che adesso è in grado di supportare la rete 5G è il Moto Z 3 di Motorola, anche se per farlo ha bisogno di un aiuto esterno. Questo dispositivo è stato lanciato ad agosto 2018 e, come i predecessori della serie, è dotato di una serie di moduli che si possono collegare al dorso. Uno di questi permette proprio la connessione a 5G.

Oltre a questo caso particolare, il mercato degli smartphone fornisce segnali abbastanza chiari su quando potremmo avere in mano i primi dispositivi con la possibilità di sfruttare la nuova connessione. Qualcomm, azienda specializzata in processori, ha annunciato a dicembre 2018 il suo Snapdragon 855 5G, in grado di connettersi con questa rete e pronto a entrare nelle fabbriche dei produttori di telefoni per la metà del 2019. Il prossimo Natale quindi potremo già regalare, o regalarci, i primi smartphone 5G. 

Aste

6,55 miliardi di euro. A tanto sono arrivate le aste per il 5G lanciate dal ministero dello Sviluppo economico. Ben quattro miliardi in più della cifra prevista nella legge di bilancio. Tim e Vodafone sono gli operatori che hanno investito di più, rispettivamente 1,694 e 1,685 miliardi.

Oltre a questo ci sarà anche un altro costo che le aziende del settore dovranno sostenere, come spiega Antonio Capone, professore ordinario di Telecomunicazioni al Politecnico di Milano: «Si stima che dopo aver investito nelle frequenze, gli operatori dovranno mettere altri 15 miliardi di euro per la creazione delle infrastrutture necessarie a supportare tutta la rete».

Industria

Nuove tecnologie, investimenti miliardari e sperimentazioni. Tutto per permetterci di vedere il dorso dei draghi di Game of Thrones in ogni suo particolare? Non proprio. La rete 5G non solo permetterà di navigare più velocemente ma sarà il trampolino di lancio per l'IoT, l'Internet of Things. Con questa formula si intende tutta quella serie di oggetti che comunicano fra loro attraverso la rete internet, come, per esempio, i frigoriferi smart che informano con un messaggio quando manca un alimento.

Il sistema di connessione potrà arrivare anche nelle aziende. Negli ultimi anni, grazie anche al piano del governo Industria 4.0, molte imprese hanno investito in macchinari in grado di comunicare tra loro e migliorare i processi di produzione. «Con il 5G - continua Capone - le imprese potranno far comunicare tra loro macchinari e prodotti con una connessione veloce e affidabile, senza bisogno di grandi investimenti per creare dei sistemi basati sui cavi, come succede adesso».

 

 

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