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Theresa May incassa la fiducia, ma il nodo sulla Brexit resta irrisolto

Felice Florio - 16/01/201920:29Aggiornato 16/01/2019 21:45

325 voti a favore del governo, 306 per la sfiducia alla Premier: «Vorrei incontrare i leader degli altri partiti già da questa notte per discutere dell'uscita dall'Unione europea»

Il governo conservatore può continuare a lavorare. La mozione di sfiducia non è passata e, alle 20:15 del 16 gennaio, il Parlamento del Regno Unito ha rinnovato il suo sostegno a Theresa May. 325 voti di supporto contro 306. Ecco un riassunto di ciò che è successo in cinque punti:

  • Theresa May rimane al governo con un margine di 19 voti;
     
  • Dopo che il Parlamento ha respinto la sfiducia, la leader dei conservatori ha invitato le altre forze politiche a incontrarsi per discutere insieme sulla via da seguire. È una dimostrazione di avvicinamento alle richieste dell’opposizione;
     
  • Il leader dei laburisti Jeremy Corbyn ha detto che, prima di dialogare con May, vuole che lo scenario di una Brexit senza accordo sia rimosso totalmente dal tavolo;
     
  • Theresa May, tuttavia, non prevede che una Brexit senza accordo sia una possibilità da escludere a priori: questo farebbe infuriare i sostenitori di una hard Brexit;
     
  • La sterlina continua la sua risalita sull’euro: la valuta del Regno Unito registra valori positivi per il quinto giorno consecutivo.

«Vorrei invitare i leader di tutti i partiti a una serie di incontri individuali con me per confrontarci sulla Brexit. Mi farebbe piacere iniziare i colloqui già da questa notte», ha detto May nel suo discorso post-voto.

Corbyn ha rifiutato subito questa iniziativa: «Prima che ci possa essere qualsiasi discussione positiva d’ora in poi, il governo deve rimuovere chiaramente, una volta per tutte, la prospettiva di un’uscita dall’Unione europea senza accordo. Non deve esistere questa possibilità, che genererebbe un caos enorme».

C’è stata una curiosa coincidenza di percentuali tra la mozione di sfiducia e il referendum sulla Brexit: May ha raccolto il 51,5% di voti favorevoli al suo governo, contro il 48,5% che l’ha sfiduciato. Proporzioni molto simili al voto del 23 giugno 2016 sulla permanenza del Regno Unito nell'Unione europea: allora il Leave ottenne il 51,89%, il Remain il 48,11%.

«Questo parlamento non ha fiducia nel governo di Sua Maestà». Così i laburisti guidati da Jeremy Corbyn avevano lanciato la mozione di sfiducia, la sera del 15 gennaio, dopo che i deputati avevano respinto l’accordo - raggiunto da Theresa May con la Commissione europea - sull’uscita del Regno Unito dall’Unione.

La risposta del Parlamento britannico è stata chiara: la leader dei conservatori e il suo governo hanno ancora la fiducia. Con una maggioranza di 19 voti, il governo ha vinto la sfida contro l’opposizione.

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