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Migranti, sono 117 i dispersi del naufragio in Libia. Conte: «Sono scioccato»

Charlotte Matteini - 19/01/201914:57Aggiornato 21/01/2019 18:50

I tre superstiti salvati da un aereo della Marina Militare italiana hanno raccontato che sul gommone naufragato c'erano in tutto 120 migranti. Conte: «Sono rimasto scioccato da questa nuova strage. E ora siamo più convinti di prima nel contrastare quei trafficanti»

Erano 120 i migranti a bordo del gommone naufragato il 18 gennaio a 45 miglia da Tripoli. Tre i superstiti, salvati da un aereo della Marina militare e trasferiti d'urgenza a Lampedusa in grave stato di ipotermia. Sono riusciti a raccontare ai rappresentanti dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni che le persone a bordo erano circa 120. I dispersi sarebbero 117 e nessuno di loro sarebbe sopravvissuto. Le ricerche sono proseguite tutta la notte ma non hanno dato alcun esito, non è stato trovato nemmeno il gommone.

Secondo le testimonianze dei tre superstiti, a bordo dell'imbarcazione di fortuna c'erano anche dieci donne, tra cui una ragazza incinta, e due bambini piccoli. Il gommone sarebbe partito giovedì notte da Garabulli e avrebbe cominciato a sgonfiarsi dopo circa 11 ore di navigazione, finendo per affondare. I tre superstiti hanno raccontato di essere rimasti in acqua per oltre tre ore prima dell'arrivo della Marina italiana.

«Purtroppo i contorni di questa tragedia sono molto più gravi di quello che sembrava all'inizio. C'era confusione sul numero delle persone a bordo, l'aereo della Marina aveva avvistato una cinquantina di persone, ma i superstiti ci hanno detto di essere partiti in 120», ha dichiarato Flavio Di Giacomo, portavoce dell'Oim.

Il salvataggio dei tre migranti superstiti è avvenuto in una zona del Mediterraneo priva di navi da soccorso e l'unica nave nei pressi del luogo della strage era quella della Ong Sea Watch, che però si trovava a dieci ore di navigazione.

«Ieri sera siamo arrivati alla posizione del naufragio ma non abbiamo trovato nessuno. Nel buio della notte abbiamo rinvenuto solo due zattere di salvataggio lanciate ore prima da un aereo della Marina Militare. Tre sono sopravvissuti. Gli altri, dispersi o morti annegati», si legge nel tweet della Ong.

Conte: «Sono scioccato, combatteremo i trafficanti»

'«Sono rimasto scioccato da questa nuova strage. E ora siamo più convinti di prima nel contrastare quei trafficanti che dopo aver derubato le persone, averle semmai seviziate e torturate le avviano su barconi che sono assolutamente inaffidabili e così li condannano a morte sicura», ha dichiarato il premier Giuseppe Conte commentando l'ultima strage di migranti nel Mediterraneo.

«Come Presidente del consiglio non avrò pace fino a quando questi trafficanti, uno ad uno, non saranno assicurati alla Corte Penale Internazionale perché questi sono crimini contro l'umanità. Lo dico perché sono stato in Africa e ho ascoltato racconti raccapriccianti», ha proseguito il presidente del Consiglio, annunciando inoltre che quando avrà terminato il «mandato di servizio per il popolo italiano» si dedicherà «al diritto penale per perseguire i trafficanti e assicurarli alla Corte Penale internazionale».

Mattarella: «Profondo dolore per la tragedia»

Con una nota stampa ufficiale, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso «profondo dolore per la tragedia che si è consumata nel Mediterraneo con la morte di oltre cento persone, tra donne, uomini, bambini».

Le procura militare di Roma e quella ordinaria di Agrigento hanno avviato un'indagine sul naufragio. A partire dai racconti dei tre migranti superstiti- un gambiano e due ghanesi - gli inquirenti acquisiranno le immagini riprese dall'aereo e dall'elicottero italiano intervenuti nelle operazioni e tutte le conversazioni intercorse tra i vari soggetti che si sono occupati del soccorso, per capire se ci siano state negligenze, omissioni o colpevoli ritardi.

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