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Ong e associazioni vogliono candidare Riace a Nobel per la pace 2019

Charlotte Matteini - 20/01/201918:05Aggiornato 20/01/2019 20:10

Una rete di Ong e associazioni ha deciso di proporre la candidatura di Riace a Nobel per la pace 2019 e ha diffuso l'appello in rete per raggiungere più sottoscrittori possibili. Nel frattempo, all'ex sindaco Lucano è stato confermato il divieto di dimora nella cittadina calabrese

A settimane di distanza dell'inchiesta che ha portato prima all'arresto e poi al divieto di dimora del sindaco Mimmo Lucano, la cittadina di Riace torna sotto i riflettori questa volta per un motivo decisamente differente. Una rete di associazioni della società civile, di Ong e di Comuni ha deciso di candidare la cittadina di Riace, simbolo dell'accoglienza migranti, a Nobel per la pace 2019.

Per essere presentata ufficialmente, la candidatura dovrà essere sottoscritta e inviata entro il prossimo 30 gennaio al Comitato per l'assegnazione dei Premi Nobel. Nel testo dell'appello diffuso per presentare l'iniziativa a favore di Riace si legge: 

«Siamo una rete di organizzazioni della società civile, NGO e Comuni che vogliono promuovere una Campagna a favore dell’assegnazione del premio Nobel per la pace 2019 a Riace, il piccolo Comune calabrese che invece di rinchiudere i rifugiati in campi profughi li ha integrati nella sua vita di tutti i giorni.

Riace è conosciuta in tutta Europa per il suo modello innovativo di accoglienza e di inclusione dei rifugiati che ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attività che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti.

Gli atti giudiziari intrapresi nei confronti del Sindaco Lucano appaiono essere un chiaro tentativo di porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati e mostrano tolleranza in casi di attività fraudolente messe in atto nei centri di accoglienza di tutta Italia e in una Regione dove il crimine organizzato – non di rado – opera impunemente.

Supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della pace è un atto di impegno civile e un orizzonte di convivenza per la stessa Europa

Il comitato promotore: Recosol, Municipio VIII Roma, Comunità di Base San Paolo, Left, Arci Roma, Comuni virtuosi, Cisda, Noi siamo Chiesa, Isdee, Festival Roma incontra il Mondo 2019»

Nel frattempo, il Gip di Catanzaro ha confermato il divieto di dimora a Riace per l'ex sindaco Mimmo Lucano e l'obbligo di firma per la compagna Lemlem Tesfahun, rigettando le istanze di revoca presentate dai legali.

«Mi hanno notificato ieri l'ordinanza. Ovviamente sono rammaricato, triste, mi sembra tutto paradossale, mi è stata rigettata la richiesta di revoca di divieto di dimora a Riace che mi avevano dato perché avrei affidato la raccolta rifiuti nel mio Comune a coop che non avevano i requisiti, cosa non vera, e poi per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. O meglio, per aver favorito il tentativo di ingresso di cosiddetti clandestini... Ma in un vocabolario dei diritti umani, neanche dovrebbe esistere questa parola 'clandestino'», ha dichiarato Lucano all'agenzia di stampa Adnkronos.

L'ex primo cittadino lo scorso 2 ottobre 2018 è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari, revocati pochi giorni dopo, con l'accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti e, in seguito, anche di associazione a delinquere. 

Secondo gli inquirenti, l'allora sindaco Mimmo Lucano, insieme alla compagna, avrebbe combinato matrimoni allo scopo di aggirare a normativa relativa al conferimento di permessi di soggiorno in Italia a migranti privi dei requisiti di legge e sarebbe «il capo promotore» della presunta «associazione per delinquere» definendo le linee operative delle coop, «controllando l’associazione Città Futura e portando avanti i rapporti con le Istituzioni». 

Lucano si è difeso dalle accuse avanzate dagli inquirenti sostenendo sempre di non aver nulla da nascondere, «di aver celebrato uno solo» dei matrimoni e di «non averlo combinato» e di «aver voluto fare luce sul ciclo dei rifiuti controllato da una mafia». 

L'ex sindaco Lucano intanto pensa alle elezioni europee

In un'intervista concessa all'agenzia di stampa Agi, l'ex sindaco di Riace ha annunciato che starebbe valutando una candidatura alle prossime elezioni europee: «Mi hanno fatto diventare, mio malgrado, un personaggio politico. Ho tanta gente che mi segue, potrei anche vincere se dovessi decidere di candidarmi alle prossime elezioni europee». 

«La mia idea è di non farlo, anche per rispondere con i fatti a chi mi accusa di avere fatto tutto questo per interessi ma tanti partiti me lo chiedono, pur consapevoli che io sono legato ai miei ideali che erano quelli di una sinistra extraparlamentare. In questa settimana incontrerò il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, anche per ragionare su questa ipotesi che ripeto essere molto remota, perché non vorrei andare via e non so quale potrebbe essere il mio contributo», ha concluso Mimmo Lucano.

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