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«Il naufragio dei 117 morti è una bufala». Macché, è questa la bufala

David Puente - 23/01/201916:53Aggiornato 23/01/2019 21:19

C'è chi sostiene che il numero di migranti morti venerdì scorso sia fasullo: abbiamo ricostruito la vicenda per fare chiarezza

Qualcuno sostiene che il naufragio avvenuto a Nord-Est di Tripoli lo scorso 18 gennaio sia una bufala, addirittura una messinscena. Un esempio è l'articolo pubblicato dal sito xenofobo Voxnews, che titola «Ufficiale, il naufragio da 117 morti era una bufala»:

L'articolo su Voxnews "Ufficiale, il naufragio da 117 morti era una bufala".

Rispetto a quanto succede nella maggior parte dei casi, questa volta rischiavamo di trovarci di fronte a un'eccezione. Un episodio in cui le fonti generalmente ritenute attendibili venivano smentite da coloro che spesso erano tacciati di diffondere falsità.

Per questo motivo, abbiamo tracciato la diffusione dei dati, analizzato i comunicati e contattato i diretti interessati, per fare chiarezza sulla vicenda.

I due tweet del portavoce dello IOM. 

Tutto inizia il 18 gennaio con la segnalazione via Twitter della Marina Militare italiana. Nel tweet viene annunciato il ritrovamento di un gommone con 20 persone a bordo e il recupero di appena tre superstiti in seguito all’arrivo della nave Eli Duilio. Il tweet della Marina Militare è ripreso da Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, che cita 17 migranti "probabilmente" dispersi in attesa di ulteriori notizie.

Il 19 gennaio lo stesso portavoce dello IOM pubblica un altro tweet in cui riporta le testimonianze dei tre migranti tratti in salvo dalla Marina Militari, i quali affermano che ci sarebbero stati circa 120 migranti a bordo del barcone. I due tweet spiegano tutto in forma dubitativa, citando correttamente le dichiarazioni della Marina e dei migranti, ma lo stesso 19 gennaio viene pubblicato un comunicato stampa in cui si dice che si ritiene siano morte 117 persone:

Over 117 vulnerable migrants are believed to have perished in the winter waters of the Mediterranean Sea on Friday marking the second tragedy in just two days and bringing the total number of migrant deaths on the Mediterranean Sea to 200 through nearly three weeks of the new year.

Il numero dei morti diventa virale, partono gli hashtag e i comunicati politici di cordoglio per la tragedia raccontata poi dalle testate giornalistiche italiane, da La Repubblica a Libero Quotidiano, ma per i dubbiosi qualcosa non quadra. Infatti, da quanto sappiamo, la Marina Militare ha accreditato un numero largamente minore rispetto ai 117 dichiarati.

I tweet della Marina Militare italiana.

Non sono però gli unici numeri diffusi da fonti ufficiali. A portare al tavolo della discussione un ulteriore dato è la Guardia Costiera libica attraverso il suo portavoce, Ayoub Qassem, il quale consegna all'Agenzia Nova la sua versione dei fatti sostenendo che la loro motovedetta ha trovato solo i gommoni sgonfi lasciati dall’elicottero italiano che aveva recuperato i tre sopravvissuti, che non avevano trovato altri relitti o corpi e che «Se l’imbarcazione fosse affondata avremmo non più di cinquanta naufraghi». In conclusione, il portavoce spiega che «da un certo periodo di tempo a questa parte, tutte le imbarcazioni che trasportano i migranti illegali partono con un numero limitato di passeggeri: ecco perché la storia dei 117 morti non può essere vera».

Oggi, 23 gennaio 2019, i tre superstiti sono stati interrogati dal procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, e continuano a sostenere l’esistenza dei 117 migranti dispersi. Che siano dei mentitori seriali? Chi vorrebbe vederci per forza una sorta di complotto della messinscena direbbe che sono stati «istruiti» a sostenere la tesi inizialmente diffusa, ma la risposta ai dubbi la possiamo trovare negli stessi comunicati della Marina Militare italiana:

Nel pomeriggio di oggi nel Mediterraneo centrale, a circa 50 miglia nautiche a nord est di Tripoli, un aereo da pattugliamento marittimo P 72 del 41° Stormo di Sigonella dell'Aeronautica Militare, in volo nell’ambito dell’Operazione Mare Sicuro, ha avvistato un gommone, in fase di affondamento, con circa 20 persone a bordo. L’equipaggio dell’aereo, viste le pessime condizioni di galleggiabilità, ha subito lanciato in prossimità del gommone due zattere di salvataggio di tipo Coastal, in dotazione al mezzo aereo, che si sono regolarmente aperte.

Ciò che il velivolo della Aeronautica Militare aveva riscontrato era un gommone in fase di affondamento e per quel motivo, viste le condizioni dei migranti individuati che rischiavano di morire, aveva lanciato due zattere di salvataggio in loro soccorso, le stesse ritrovate dai libici.

Contattato telefonicamente, il portavoce dello IOM Flavio Di Giacomo ci racconta la testimonianza dei tre superstiti. Sarebbero saliti a bordo del mezzo in circa 120 persone dopo essere stati all'interno di un hangar in attesa della loro partenza. All'inizio erano 128, ma 8 erano rimasti a terra perché non avevano pagato il dovuto. Durante il viaggio il gommone ha iniziato a cedere sgonfiandosi, facendo cadere in acqua i migranti che in gran parte, come sostenuto da Di Giacomo, non sapevano nuotare. I tre superstiti si trovavano sulla punta dell'imbarcazione, l'ultima parte rimasta a galla, per poi raggiungere i gommoni lanciati dall'aereo militare italiano.

In definitiva, l’unica certezza che abbiamo è che la Marina Militare italiana aveva individuato un’imbarcazione in fase di affondamento con a bordo circa 20 persone, che hanno tentato di soccorrere per poi riuscire a recuperarne solo 3 senza trovare gli altri. La differenza tra il numero dei 120 migranti a bordo e quello valutato dai libici rimane, così come rimane di fatto il tragico episodio. Sostenere che sia tutta una bufala è a sua volta una grossa falsità di pessimo gusto, cosa non nuova da parte di siti come Voxnews.

 

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