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Il premier Conte a Davos: «Seggio Onu della Francia vada all'Ue»

Chiara Piselli - 23/01/201921:16Aggiornato 24/01/2019 09:38

Durante il World Economic Forum il presidente del Consiglio ha proposto a Parigi di lasciare il suo posto permanente nel Consiglio di sicurezza dell'Organizzazione delle nazioni unite all'Unione europea invece di appoggiare la creazione di un nuovo seggio come previsto dal trattato di Aquisgrana appena firmato da Germania e Francia

È un discorso ricco di scetticismo verso il progetto europeo quello pronunciato dal premier Giuseppe Conte al World economic forum. «Dopo anni di pazienza - sostiene - l'opinione pubblica europea sta mettendo in dubbio la sua validità e credibilità». Il presidente del Consiglio ha colto l'occasione per inserirsi nello scontro Italia-Francia dei giorni scorsi. «Se la Francia vuole mettere a disposizione il proprio seggio nel Consiglio di sicurezza dell’Onu, parliamone, e facciamolo nel contesto europeo, se davvero vogliamo dare importanza a tale contesto», ha detto il presidente del Consiglio riferendosi al fatto che Parigi si è detta disponibile a sostenere l’assegnazione di un posto permanente a Berlino durante la firma del trattato di Aquisgrana. Il premier ha però precisato che «il rapporto di amicizia non è in discussione. Si tratta di affrontare i problemi politici critici dell’agenda attuale». 

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Il presidente del Consiglio - che a Davos si è lasciato andare a più di una critica - ha dunque fatto ricorso al concetto di fiducia che col tempo è andata sfibrandosi: «Gli italiani hanno creduto che l'euro sarebbe stato in grado di risolvere tutti i loro problemi cronici: l'alta inflazione, una moneta debole, il debito pubblico. Così hanno adottato in maniera entusiasta la nuova moneta, ma la realtà si è rivelata molto diversa». 

Come a dire: il gioco non vale la candela. Per il premier, infatti, «il prezzo da pagare per avere una moneta stabile e una bassa inflazione è stato un debito pubblico crescente, nonostante si richiedesse continuamente di stringere la cinghia». Non solo. Accanto al debito crescente, Conte ha lamentato lo stop alla crescita: «La disciplina di bilancio è stata un freno. Nel terzo trimestre del 2018, il Pil è ancora 5 punti percentuali al di sotto del picco massimo di questi anni registrato nel 2008».

Poi, sul palco di Davos, il premier ha snocciolato con orgoglio i risultati portati a casa dal governo gialloverde (reddito di cittadinanza e quota 100) sulla cui tenuta ha detto di non avere alcun dubbio: «Ho piena fiducia che questo esecutivo durerà cinque anni. Siamo una coalizione forte: M5s e Lega hanno molto senso di responsabilità, stiamo lavorando strenuamente e c'è uno spirito unitario».

Ma il fil rouge di tutto il discorso del presidente del Consiglio è sicuramente il concetto di popolo. E lo si capisce bene quando - abbandonato per un istante il suo inglese di circostanza - recita in italiano l'articolo 1 della carta costituzionale: «La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione». E a questo aggiunge: «Noi siamo impegnati a costruire un’Europa del popolo, dal popolo, per il popolo». La parola chiave ricorre dunque così tante volte che gli analisti dei discorsi si divertiranno a contarla.

E, prima di dedicarsi agli altri impegni, Conte ha accennato brevemente anche alle crisi diplomatiche di questi giorni per sgombrare il campo da dubbi e polemiche: «C'è un'amicizia tradizionale tra Italia e Francia e tra Italia e Germania: se discutiamo su alcune cose questo non compromette l'amicizia».

Giuseppe Conte e Tim Cook

Sceso dal palco di Davos, e fatto il punto con la stampa in rigorosa diretta Facebook, è stata la volta dell'appuntamento con il ceo di Apple Tim Cook. Prima di lui, c'erano stati anche il presidente del Brasile Jair Bolsonaro e la cancelliera tedesca Angela Merkel, momenti socializzati a dovere sui canali ufficiali del premier.  Con il primo Giuseppe Conte ha discusso di economia e giustizia, non prima di avere ribadito il suo grazie per la collaborazione nell'arresto di Cesare Battisti. Con la seconda l'incontro è stato più disteso, i due si sono parlati sorseggiando succo di frutta. 

 

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