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I foulard rossi marciano a Parigi contro le «violenze dei gilet gialli»

Open - 27/01/201914:05Aggiornato 27/01/2019 18:16

Secondo la prefettura sono stati almeno 10.500 a scendere in piazza per esortare a «difendere la democrazia e le istituzioni»

All’indomani dell’undicesima manifestazione dei gilet gialli e dei violenti scontri alla Bastiglia, a Parigi è stata organizzata una contro-protesta a cui hanno partecipato almeno 10.500 persone, secondo la prefettura. Riuniti sotto il nome di foulard rouges (foulard rossi), alcuni cittadini indignati per le violenze dei gilet gialli hanno indetto una manifestazione per «difendere la Repubblica». Nella pagina dell’evento risulta che saranno più di 10.000 i «partecipanti» e quasi 28.000 persone «interessate». 

Sul loro sito si legge che il movimento è stato creato il 26 novembre nel Vaucluse, un dipartimento della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, da John Christophe Werner. Il collettivo, nato su Facebook «per il ripristino dello stato di diritto e per una Francia in pace» conta oggi più di 38.000 membri.  I foulard rossi attribuiscono la «crisi politica» da cui è sfociato il movimento dei gilet gialli a un periodo precedente all’elezione di Emmanuel Macron. Sostengono inoltre che benché il diritto di espressione e di manifestazione spetti a tutti i cittadini, il movimento dei gilet gialli si sia reso protagonista di atti di inciviltà e aggressioni, e che abbia creato un clima di disagio e paura che dev’essere fermato. 

I foulard rossi dicono di appartenere a tutte le classi sociali, e ammettono di aver condiviso alcune delle rivendicazioni anti-governative e anti-élite dei gilet-gialli, ma ne denunciano la «forma». Si definiscono «né pro-Macron, ne anti-gilet gialli», ma marciano contro le violenze ed esortano a difendere «la democrazia e le istituzioni». In un’intervista al Journal du Dimanche, Laurent Soulié, creatore della pagina Facebook Stop, uno dei tre collettivi che hanno organizzato la manifestazione, non nasconde di aver votato per l’attuale presidente, confessando che la sua idea iniziale fosse quella di intitolare l’evento Marcia repubblicana di sostegno a Emmanuel Macron. Alla testa del secondo collettivo dietro la marcia, tra i gilet blu, c’è Laurent Segnis, deliberatamente macronista. 


La République en Marche, il partito fondato da Emmanuel Macron, ha deciso di mantenere le distanze dal movimento, per non essere accusato di strumentalizzazione. I parlamentari che vorranno sfilare lo faranno «senza sciarpa tricolore» perché il governo sostiene che il suo ruolo non sia quello di creare ulteriori divisioni. Il partito si augura invece che la maggior parte delle energie siano investite nel Grande Dibattito Nazionale, la concertazione pubblica indetta da Macron perché i francesi si confrontino sull’avvenire del loro paese. Il deputato della République en Marche Sylvain Maillard‏ ha partecipato alla manifestazione e ha twittato: «NO al disordine tutti i sabati. SI al dibattito in tutta la Francia. Siamo nella piazza della Nazione a #Parigi con i #foulardrossi per chiedere la calma e il rispetto della libertà di ognuno».

Nonostante queste precauzioni, l’opposizione accusa il movimento di essere «telecomandato dal potere». «Il lato grottesco è che il foulard rosso è il simbolo di un movimento sociale e operaio, non il simbolo dei liberali» accusa Hugo Bernalicis della France Insoumise (La Francia indomita), il partito di estrema sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon. 

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