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Viminale: «A bordo della Diciotti c'era il rischio di infiltrazioni terroristiche»

Redazione - 29/01/201911:40Aggiornato 29/01/2019 18:16

Lo avrebbero dichiarato ai giudici alcuni funzionari del ministero dell'Interno. Matteo Salvini: «Possono arrivarmi anche 15 denunce al giorno, ma io continuo a fare quello che abbiamo fatto come squadra»

«A bordo della Diciotti c'era la possibilità che ci fossero infiltrazioni terroristiche o criminali». È quanto hanno dichiarato alcuni funzionari del Viminale davanti ai magistrati siciliani, nell'inchiesta che vede indagato il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Lo riferiscono fonti del ministero dell'Interno.

Sul caso Diciotti, Matteo Salvini - a poche ore dalla lettera inviata al Corriere della Sera (in cui ha invitato a dire «no» all'autorizzazione a procedere contro di lui ) - insiste: «Possono arrivarmi anche 15 denunce al giorno, ma io continuo a fare quello che abbiamo fatto come squadra. Leggerò a breve gli atti che mi riguardano. Attendo delle risposte dalle autorità internazionali su presunti sbarchi». Sarà probabilmente una diretta Facebook nel pomeriggio, a chiarire ulteriormente le richieste di Salvini.

Fonte video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev 

 

Il riferimento alla squadra di governo segna un netto cambio di prospettiva che mette alla prova il Movimento 5 Stelle: se fino a poche ore fa il leader pentastellato Luigi Di Maio era sicuro di votare «sì» alla richiesta di processo a carico del ministro dell'Interno Matteo Salvini per il caso Diciotti, ora la linea del M5S non è più così decisa. «Se processano Salvini, processino anche me», ha dichiarato Danilo Toninelli sempre al Corriere della Sera. Sulla stessa linea anche il ministro della Salute Giulia Grillo e il parlamentare Emilio Carelli che ad Agorà aveva ammesso che sul caso Diciotti «le cose sono cambiate». «Non so se voteremo sì o no», ha detto il pentastellato. 

Leggi anche: Salvini cambia linea sulla Diciotti: La maggioranza voti no al processo

Nessun passo indietro invece per il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano. «È evidente che Salvini abbia cambiato idea o almeno il suo avvocato. Noi M5S lavoriamo con coerenza e abbiamo sempre dato l'autorizzazione a procedere», ha detto Di Stefano a Radio Anch'io. Ma ha specificato: «Conte e Di Maio hanno detto chiaramente che sono dispostissimi a farsi processare insieme, credo che debbano essere parte del processo perché sono scelte collegiali di tutto Governo». 

«Su autorizzazioni la linea M5S è risaputa», ha detto la presidente della commissione Giustizia della Camera. «Salvini ha chiesto libertà di coscienza che però non è la nostra posizione. Avete già visto quello che ha dichiarato il vicepremier Di Maio. Poi che questo sia un caso particolare nessuno lo mette in dubbio. È stata una scelta condivisa anche con altri ministeri e con il Governo», ha detto Giulia Sarti. 

Intanto il ministro dell'Interno incassa la solidarietà all'interno del centrodestra: Forza Italia voterà no alla richiesta di processo per Salvini, così come Fratelli d'Italia: «Ha fatto solo il suo dovere, per questo voteremo no», ha dichiarato Giorgia Meloni. E attacca: «Sarebbe a questo punto scandaloso se il M5S votasse per far processare uno dei vice premier, sarebbe la definitiva rottura dell'innaturale alleanza di governo grillo leghista». 

Di Maio convoca i senatori M5S della Giunta per le immunità

Secondo quanto appreso dall'agenzia di stampa Adnkronos, stasera si terrà un incontro tra il vicepremier Luigi Di Maio e i membri M5S della Giunta per le immunità del Senato. Al centro dell'incontro ci sarà il caso Diciotti e si discuterà della linea politica dei 5 Stelle rispetto alla concessione dell'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno Matteo Salvini.

 

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