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Davvero il governo ha fatto tutto ciò che ha promesso come ha detto Di Maio?

Open - 31/01/201922:33Aggiornato 15/02/2019 15:11

Il vicepremier Luigi Di Maio ha presentato oggi tutti gli obiettivi raggiunti dal governo Conte in sette mesi. Open ha analizzato i vari provvedimenti e messo l'esecutivo "alla prova dei fatti"

Il governo gialloverde ha sette mesi di vita. Dopo l’odissea che ha portato all’approvazione della legge di Bilancio, il Movimento 5 Stelle ha scelto di presentare gli obiettivi raggiunti con delle “illustrazioni” (un po’ formato slide e un po’ fumetto) coperte da un telo rosso e svelate una a una da Luigi Di Maio. Un assaggio per la stampa, prima della campagna informativa sul territorio a partire da febbraio, quando i 5 Stelle torneranno nelle piazze in vista delle elezioni europee. Abbiamo analizzato le dichiarazioni del vicepremier sulle promesse mantenute e quelle su cui il Governo sta ancora lavorando. 

Quota100

La prima misura presentata da Luigi Di Maio è Quota 100, cavallo di battaglia della Lega. «Sono arrivate 5.000 domande in un solo giorno. I primi cittadini italiani che abbiamo liberato dalla legge Fornero», ha detto il vicepremier. In realtà l'anticipo pensionistico previsto da Quota 100 (62 anni di età + 38 di contributi minimi) è solo il primo passo per l’abolizione della legge Fornero che Lega e M5S hanno promesso in campagna elettorale. Secondo il governo, abbassare l’età pensionabile creerà più lavoro tra i giovani. Ma al momento non c’è alcun dato che lo dimostri.

Ansa | Il cartello "Quota100 Bye Bye Fornero"

Stop alla pubblicità sul gioco d'azzardo

La norma si trova all’interno del decreto Dignità e vieta la pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite di denaro. Dal 1° gennaio 2019 il divieto si applica anche alle sponsorizzazioni di eventi, attività, manifestazioni, programmi, prodotti o servizi e a tutte le altre forme di comunicazione di contenuto promozionale. Ma ci sono spot ancora visibili (dopo il 1 gennaio 2019) e riguardano i contratti ancora in corso.

Ansa | Il cartello "Stop pubblicità gioco d'azzardo"

Tassazione al 15% per le piccole imprese

L’idea parte dal cavallo di battaglia della Lega in campagna elettorale: la flat tax con aliquota unica per tutti, in cui la percentuale di tasse è fissa e non cresce con l’aumentare dell’imponibile. Quello che invece è stato inserito nella manovra è un’aliquota al 15% per persone fisiche con partita Iva che fatturino fino a 65mila euro. Dal 2020 dovrebbe entrare in vigore un altro regime agevolato (con aliquota al 20%).

Ansa | Il cartello "Tassa 15% per le piccole imprese"

Risarciti i truffati dalle banche

La manovra ha stanziato 1,5 miliardi in più anni per gli indennizzi ai risparmiatori truffati. «Oggi è arrivata una lettera dall'Unione europea sulla misura che abbiamo introdotto, che sembra dirci "questo non lo potete fare". Noi lo facciamo e basta», ha sostenuto Di Maio usando parole molto simili a quelle del sottosegretario leghista all’Economia Massimo Garavaglia. C’è il rischio infatti di violare la direttiva europea BRRD (Bank recovery and resolution directive) che prevede regole armonizzate per gestire le crisi delle banche.

Ansa | Il cartello "Risarciti i truffati dalle banche"

Reddito di cittadinanza

Dalla marcia ad Assisi a oggi sono passati due anni, ma il Reddito di Cittadinanza merita il cartello “fatto”, anche se il bicchiere è solo mezzo pieno. Durante la campagna elettorale in vista delle elezioni del 2018 le coperture promesse erano pari a 16 miliardi di euro per 9 milioni di italiani sotto la soglia di povertà, oggi sono 6 miliardi per il 2019 che andranno incontro a 4 milioni di beneficiari - circa 1.375.000 nuclei familiari. Nonostante il disprezzo per la social card di Tremonti - ritenuta «un'offesa alla dignità umana» dal deputato M5S Baldassare nel 2013 - i beneficiari utilizzeranno una carta fornita dalle Poste italiane con un tetto massimo di 100 euro di prelievo al mese.

Ansa | Il cartello "Reddito di cittadinanza"

Daspo ai corrotti

È la cosiddetta legge “spazzacorrotti”, presentata nel dettaglio il 21 gennaio 2018, dove chi viene condannato per corruzione non potrà più lavorare per la pubblica amministrazione. Viene prevista la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado, sia in caso di condanna che di assoluzione. Nonostante l’intenzione sia quella di evitare che i reati vengano prescritti prima che si arrivi a una condanna, il rischio è quello di allungare ulteriormente i tempi del processo.

Sullo stesso tema: Cosa cambia con la legge "Spazzacorrotti"

Ansa | Il cartello "Daspo corrotti"

Tagli ai vitalizi

I cosiddetti vitalizi, in realtà, sono già stati aboliti dal governo Monti nel 2011. Tutti i parlamentari eletti dopo quell’anno già non godono più da tempo del trattamento su base retributiva. Il governo Conte ha disposto il ricalcolo dei vecchi vitalizi retributivi - cioè quelli percepiti da chi ha cessato il mandato parlamentare prima del 2012 - su base contributiva. Lo ha fatto non con una legge organica, ma attraverso due separate delibere dell’ufficio di presidenza, una per la Camera e una per il Senato. Il taglio riguarda 1.338 ex deputati e 1.300 senatori, per un risparmio complessivo di 280 milioni di euro in cinque anni. Come nel caso delle pensioni d’oro, il rischio è che la norma venga dichiarata incostituzionale. Sarebbero oltre mille gli ex parlamentari che hanno già presentato ricorso contro le delibere.

Ansa | Il cartello "Tagli ai vitalizi"

Taglio alle pensioni d'oro

In legge di bilancio è stata inserita una norma che prevede il taglio delle cosiddette pensioni d’oro sopra i 4.500 euro mensili. La scure toccherà gli assegni di circa 24 mila pensionati d’oro e i tagli prevedono cinque scaglioni: tra 100 mila e 130 mila euro sono previsti tagli del 15%, tra 130 mila e 200 mila euro la riduzione sarà del 25%, fra 200 mila e 350 mila euro sarà del 30%, fra i 350 mila e i 500 mila del 35% e oltre i 500 mila del 40%. Il provvedimento resterà in vigore per cinque anni, ma nonostante l’approvazione sussiste il rischio di ricorsi.

Ansa | Il cartello "Taglio pensioni d'oro"

A queste si aggiungono le promesse elettorali non realizzate finora o addirittura sconfessate: il taglio degli F-35, considerati dai 5 Stelle una spesa inutile ma su cui «ancora non è stata presa alcuna decisione» ha spiegato Di Maio il 31 gennaio; la «riconversione economica dell’Ilva», inserita nel contratto di governo Lega-M5S, si è concretizzata invece con il passaggio di proprietà al gruppo Ancelor-Mittal: dunque nessuna chiusura dello stabilimento pugliese.

Poi il blocco del gasdotto Tap, che a differenza di quanto promesso non è stato portato avanti («Bloccare l’opera comporterebbe costi insostenibili», aveva spiegato il presidente del Consiglio Conte già a ottobre), così come il mantenimento del rapporto deficit/Pil al 2,4% (diventato 2,04%, molto vicino all’1,9% chiesto dalla Commissione Ue). Resta ancora aperta la questione Tav: per la Lega, diversamente dai 5 Stelle, è un’opera necessaria. Non sono stati ancora resi pubblici i risultati dell’analisi costi-benefici, commissionata dal governo e già conclusa, per stessa ammissione del presidente Conte.

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