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Controlli a bordo della Sea Watch: Guardia costiera e Finanza bloccano equipaggio e giornalisti

Redazione - 31/01/201909:45Aggiornato 31/01/2019 14:31

La Guardia costiera e la Guardia di finanza hanno bloccato l'equipaggio impedendo la discesa a terra. Ai giornalisti a bordo è stato vietato di scattare fotografie per proteggere segreto istruttorio. Potrebbe trattarsi di controlli di routine, anche se non è stata ancora smentita ufficialmente l'ipotesi del sequestro della nave, ventilata nelle scorse ore

Dopo tredici giorni in mare, la Sea Watch ha raggiunto il porto di Catania, dove sono sbarcati i 47 migranti che erano a bordo. Subito dopo la fine della discesa, la Guardia costiera e la Guardia di finanza hanno bloccato l'equipaggio, impedendo ai giornalisti di fare foto per proteggere il segreto istruttorio. Tuttavia, non ci sono ancora conferme o smentite circa l'ipotesi di un sequestro dell'imbarcazione. Potrebbe trattarsi di controlli di routine. 

Credits/Vista

La partenza, prevista inizialmente per il 30 gennaio, era stata rimandata per un guasto al verricello dell'ancora. Presenti all'arrivo, oltre alle forze dell'ordine, anche il personale medico e alcuni membri dell'organizzazione Internazionale per le migrazioni. Per i 15 minorenni salvati dal mare verrà nominato un tutore legale e poi verranno affidati a una comunità, mentre le altre persone saranno portate all'hotspot di Messina in attesa di essere redistribuiti nei sette Paesi europei che hanno aderito all'accordo.

«La SeaWatch è arrivata a Catania. Siamo contenti che il calvario sia finito per i nostri ospiti. Auguriamo loro il meglio. Speriamo che l'Europa possa accoglierli e permettergli di vivere come meritano», ha scritto la pagina della Ong tedesca su Twitter.

Ma la questione Sea Watch non sembra essere terminata. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ha detto di augurarsi che a Catania ci sia «un procuratore che voglia indagare su questa Ong». Un fascicolo era già stato aperto dal procuratore di Siracusa Fabio Scavone che, tuttavia, non aveva rilevato la presenza di alcun reato a carico del comandante. Da quì. l'ipotesi, paventata da alcuni, che la decisione di dirottare l'arrivo a Catania sia stata presa per passare la competenza giudiziaria a Carmelo Zuccaro che, già protagonista del caso Diciotti con la richiesta di archiviazione della accuse a Salvini, ha sempre avuto posizioni anti-Ong e la volontà di processarle.

Twitter @SeaWatchItaly |

Sullo sbarco a Catania è intervenuta anche la stessa Ong che su Twitter ha parlato di una mossa politica: «Dobbiamo andare a Catania. Ciò significa che dobbiamo allontanarci da un porto sicuro verso un porto dove c'è un procuratore noto per la sua agenda sulle Ong che salvano in mare. Se questa non è una mossa politica non sappiamo cosa sia. Speriamo per il meglio ma ci aspettiamo il peggio».

Durante il question time alla Camera, Salvini ha sottolineato che tre procure (Trapani, Catania e Ragusa) hanno aperto un fascicolo su possibili irregolarità delle imbarcazioni e ha annunciato di star «lavorando a un provvedimento che limiti la possibilità di entrare nelle acque territoriali italiane, intervenendo a monte». Anche il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli sembra essere favorevole all'apertura di un'inchiesta. A Radio Rai, il deputato del M5s ha dichiarato che «la Sea Watch ha violato le leggi del diritto marittimo».

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