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Sea Watch bloccata a Catania. Guardia costiera: «Irregolarità su sicurezza navigazione»

Redazione - 01/02/201914:03Aggiornato 01/02/2019 16:28

Il capo missione e il capitano sono stati interrogati per ore sulle dinamiche del salvataggio. La Sea Watch su Twitter: «Un pretesto per bloccare le attività in mare». Toninelli: «È registrata come yacht, non è in regola per compiere azioni di recupero in mare»

Dopo aver fatto sbarcare i migranti, fermi in mare per oltre 13 giorni, l'equipaggio della Sea Watch è stato bloccato dalla Guardia di Finanza e dalla Guardia Costiera. La nave della Ong è ancora ormeggiata al porto di Catania. Il capo missione e il comandante sono stati sentiti per ore, a bordo della nave, da personale della squadra mobile della questura, in merito all'operazione di salvataggio e alle tappe successive della vicenda.

Da fonti legali della nave tedesca si apprende che, al momento, nessun passaporto è stato ritirato e che non esistono comunicazioni di divieto di partenza. Tuttavia, secondo la guardia costiera, sulla Sea Watch 3 sarebbero state rilevate «una serie di non conformità» che riguardano sia «la sicurezza della navigazione», sia «il rispetto della normativa in materia di tutela dell'ambiente marino». Una complicazione che impedisce all'imbarcazione di lasciare il porto finché non vengano risolti questi problemi.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha commentato su Facebook il blocco della nave: «Stiamo parlando di un'imbarcazione registrata come "pleasure yacht", che non è in regola per compiere azioni di recupero dei migranti in mare. E mi pare ovvio, visto che è sostanzialmente uno yacht. In Italia questo non è permesso».

Anche la Sea Watch ha reagito al fermo definendolo su Twitter «un pretesto per bloccare le attività in mare».

Il momento dello sbarco al porto di Catania

Giorgia Lindari, portavoce italiana dell'Ong, ha pubblicato su Twitter un intervento in cui afferma che l'equipaggio non ha mai ricevuto alcuna notifica in merito al blocco amministrativo. L'imbarcazione, dice, è regolarmente registrata come «nave da diporto» nel registro olandese e il suo uso è quello di «nave da soccorso».

Nei giorni scorsi era girata l'ipotesi di un possibile sequestro dopo che il ministro dell'Interno Matteo Salvini aveva più volte ripetuto di voler aprire un'inchiesta contro la Ong tedesca. Il 30 gennaio era arrivata la decisione di dirottare l'arrivo della Sea Watch da Siracusa a Catania, una mossa che la stessa Ong ha definito politica, in quanto viziata, secondo alcuni, dalla volontà di passare la competenza giudiziaria alla procura di Catania e a Carmelo Zuccaro, procuratore noto per le sue posizioni anti-Ong. I quindici minorenni salvati dalla Sea Watch sono stati affidati a una comunità nel catanese, mentre i maggiorenni sono stati mandati in un hotspot di Messina. Da lì aspetteranno di essere ricollocati nei Paesi europei che hanno deciso di prendersi carico dell'accoglienza. 

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