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Twitter contro gli account falsi. Come siamo messi in Italia?

David Puente - 04/02/201919:14Aggiornato 04/02/2019 19:18

Mentre Twitter è impegnato nella lotta agli «account fake» nel panorama politico americano, quale è la situazione italiana?

Si parla tanto di «account fake», falsi utenti registrati sui social network utili a far numero e influenzare la percezione che si ha sulla presenza di una massa a supporto di un'idea o di un personaggio. Si possono comprare, si possono creare, possono essere solo utili per aumentare i follower di qualcuno o per rendere virale un contenuto. Una pratica scorretta soprattutto se usata in chiave politica. Per questo i social network corrono ai ripari scovando reti di utenze false provenienti da paesi antagonisti degli Stati Uniti.

Non è dato sapere se queste entità fittizie siano riconducibili alla cosiddetta "fabbrica dei troll russi" dell'Internet Research Agency (IRA), ma possiamo notare uno sforzo da parte di Twitter nell'individuare grosse reti organizzate che violano le regole e danneggiano la reputazione degli stessi social.

Twitter ha dichiarato, attraverso un comunicato del 31 gennaio 2019, di aver rimosso migliaia di account utilizzati durante le elezioni americane - comprese quelle del Midterm del 2018 - per attività di disinformazione tramite la piattaforma social. Gli account erano stati creati e gestiti dall'estero, in particolare da Iran, Venezuela e Russia.

Possiamo parlare per giorni dell'attenzione dei social network verso le elezioni americane, ma quale è la situazione italiana? Twitter al momento non se ne sta occupando, ma ci sono diversi studi - amatoriali o svolti da persone esperte nel settore - che cercano di dare risposta a eventuali ingerenze o manipolazioni. Si avvicinano le elezioni europee e diventa sempre più importante scoprire infiltrazioni di questo genere. Matteo Flora, imprenditore a capo di The Fool , intervistato da Open, pone sul tavolo della discussione il rischio legato alla pubblicazione di materiale riservato. Questo, utile per la propaganda, lasciato in pasto agli utenti potrebbe essere amplificato dalle attività svolte da «account fake».

Nel panorama italiano è noto il ruolo di Alex Orlowski, uno dei primi hacker italiani e fondatore della società Water on Mars, che aveva partecipato insieme a Sandro Ruotolo a un'inchiesta sulla cosiddetta «Bestia» di Matteo Salvini. Orlowski è particolarmente attivo nel cercare eventuali attività sospette svolte dal team del Ministro dell'Interno e dalla Lega.

Bisognerebbe capire innanzitutto che cos'è un «account fake» e che differenze ci sono tra gli utenti attivi o inattivi. Quanti ce ne sono e come operano nella sfera italiana di Twitter. Al momento non ci sono studi approfonditi che rispondano adeguatamente a queste domande, ma una base di partenza potrebbe arrivare questa settimana in esclusiva per Open.

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