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La Procura di Catania indaga sullo sbarco della Sea Watch (ma non sulla Ong)

Redazione - 02/02/201909:39Aggiornato 02/02/2019 18:12

Il procuratore Carmelo Zuccaro ha aperto un fascicolo contro ignoti per associazione a delinquere finalizzata all'agevolazione dell'immigrazione clandestina

La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta sullo sbarco dei 47 migranti che si trovavano sulla Sea Watch fino al 31 gennaio. Inizialmente la nave della Ong, attualmente bloccata dalla Guardia Costiera al porto per una serie di controlli, doveva arrivare a Siracusa. Il procuratore Carmelo Zuccaro, già protagonista di numerose inchieste sul ruolo delle organizzazioni no profit nei salvataggi nel Mediterraneo, ha aperto un fascicolo contro ignoti, ipotizzando il reato di associazione a delinquere finalizzata all'agevolazione dell'immigrazione clandestina. Ma i responsabili della nave Ong non sono indagati.

Gli investigatori si stanno concentrando su «alcuni aspetti critici ritenuti meritevoli di approfondimento come la scelta della motonave di non dirigersi verso le coste tunisine». Un punto sottolineato pochi giorni fa anche dal ministro dell'Interno Matteo Salvini. Ma su questo, il procuratore di Catania Zuccaro ha detto: «La situazione di "distress" giustificava il soccorso da parte di Sea Watch 3 (...) La questione avrebbe rilevanza se la motonave si fosse affrettata a intervenire per anticipare l'intervento  di una motovedetta delle autorità libiche, ma per ben due giorni nessuna motovedetta libica è intervenuta in quella zona».

Durante l'ispezione del 31 gennaio la Guardia Costiera, così come confermato dalla procura di Catania, ha rilevato delle «irregolarità a bordo» e per questo, pur non essendo sotto sequestro, è stata bloccata. La Ong ha già caricato a bordo il nuovo equipaggio, i viveri e il carburante e aspetta di potere ripartire. Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli aveva spiegato il blocco dell'imbarcazione con un post su Facebook sostenendo che essendo un'imbarcazione registrata come pleasure yatch non fosse in regola per recuperare migranti in mare

La sera del 2 febbraio dal profilo Twitter di Sea Watch è stato pubblicato un comunicato stampa in cui viene chiarito che la Procura di Catania non ha riscontrato «Alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della Sea-Watch 3». A questo parole, l'ong aggiunge un altro commento: «Resta l’amaro per l’accanimento contro il soccorso civile in mare, dove le persone continuano ad affogare»,

 

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