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Achille Lauro chi? Gli omonimi della star di Sanremo che i suoi fan ignorano (e anche lui)

Felice Florio - 03/02/201918:31Aggiornato 12/02/2019 17:14

Politica e polemica hanno accompagnato questo nome dal 16 giugno 1887 al 5 febbraio di quest'anno, giorno in cui la trap esordirà per la prima volta al Festival della canzone italiana

Achille Lauro. Chi è l’artista che avrà il merito (?) di sdoganare la trap sul palco di Sanremo? E cosa c'entra con Achille Lauro, il politico delle ‘scarpe spaiate’, ante litteram del voto di scambio? O con un tragico attentato a bordo di una nave nel bel mezzo degli anni '80, che si chiamava proprio Achille Lauro?

Ecco una guida per capire cos'ha significato questo nome per le diverse generazioni che guarderanno il Festival di Sanremo dal 5 al 9 febbraio. E state tranquilli quando sentirete pronunciare Achille Lauro da Claudio Baglioni: non è in corso nessun dirottamento di una nave da crociera italiana, state semplicemente ascoltando Rolls Royce, ovvero l'esordio sul palco dell'Ariston del genere musicale preferito dai giovani di oggi.

Achille Lauro, musicista

In diverse interviste, Lauro De Marinis, così si chiama il cantante all'anagrafe, non ha mai voluto approfondire le questioni legate al suo nome: «I miei mi hanno chiamato Lauro, un nome poco comune. Quand'ero piccolo le persone più grandi mi chiamavano Achille Lauro, poi mi hanno spiegato che si trattava dell'armatore e politico campano. Così ho deciso di sfruttare quel nome per la musica”. Ma a parte pochi versi delle sue canzoni che potrebbero, nel senso più lato possibile, rievocare immagini legate al politico (senza offesa per nessuno dei due), i legami tra cantante e politico, entrambi e per modi diversi protagonisti della propria epoca, sono inesistenti.

La maggior parte dei ragazzi colloca il cantante romano nel genere SambaTrap: è una definizione un po’ stretta per Achille Lauro che, nelle sue canzoni, miscela tratti di musica neomelodica, pop, house, elettronica. “Cantautore”, dice di preferire a “trapper”. E nel volo temporale all’insegna del nome Achille Lauro, dai cocchi trainati dai cavalli su Via Toledo al verso della canzone Cenerentola in cui “La nostra carrozza è un Porsche”, l’onomastica ricorderà a chi non è un millennial, la vicenda della crociera Achille Lauro.

Achille Lauro, la nave

Il dirottamento del transatlantico Achille Lauro fu un atto terroristico del 1985: un gruppo di palestinesi del Flp, il Fronte per la Liberazione della Palestina, sequestrò la nave da crociera italiana uccidendo uno dei 201 passeggeri a bordo, lo statunitense Leon Klinghoffer. Il dirottamento si concluse grazie all’intervento diplomatico dell’Egitto e dell’Olp di Arafat, ma il governo italiano con a capo Bettino Craxi, sfiorò una grave crisi con gli Stati Uniti: l’Italia rifiutò di estradare i dirottatori e l’intermediario Abu Abbas e nella base militare americana di Sigonella, in Sicilia, si rischiò un vero e proprio scontro tra Carabinieri e militari statunitensi.

Achille Lauro, il politico

Tra «Buste di Hermès e pantaloni Gucci”, Achille Lauro cantante fa spesso riferimento anche a calzature di lusso, in una canzone addirittura “scarpe di cristallo”. Non c’è nessun rimando alle campagne elettorali del politico nato a Sorrento, ma tra gli spettatori dell'Ariston c'è di sicuro chi ricorderà quando si diceva che Achille Lauro “faceva politica con le scarpe spaiate”. Lauro, armatore e fondatore della flotta di cui sopra, è stato un politco molto noto della Napoli del Dopoguerra. Sono ancora una leggenda i banchetti in cui gli uomini del Partito Nazionale Monarchico distribuivano pacchi di pasta da un chilo, banconote tagliate a metà e dollari americani. Durante i suoi comizi, Lauro dava centinaia di scarpe per il piede sinistro promettendo di dare anche la destra del paio dopo il voto. Riuscì ad essere eletto sindaco, nel 1961. Di certo, il voto di scambio - sebbene mai più cosi esplicito - non è scomparso con lui.

Politica e polemica, con le dovute proporzioni e il proprio peso specifico, hanno accompagnato questo nome dal 16 giugno 1887 al 5 febbraio di quest'anno, giorno in cui il controverso genere musicale che i genitori proprio non riescono a comprendere, esordirà per la prima volta al Festival della canzone italiana, Sanremo 2019.

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