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«Basta parassiti!» l'ignoranza della rete sulla scorta a Sandro Ruotolo

Charlotte Matteini - 04/02/201918:28Aggiornato 04/02/2019 18:30

Sandro Ruotolo è sotto scorta dal maggio del 2015 a causa delle gravi minacce di morte arrivate direttamente dal boss dei Casalesi Michele Zagaria. Nonostante la gravità dei fatti, alcuni utenti esultano per il «taglio di costi» che produrrebbe la revoca della protezione

Nonostante sia più volte stato spiegato che Sandro Ruotolo è stato messo sotto scorta nel maggio del 2015 a causa delle gravi minacce di morte arrivate direttamente dal boss dei Casalesi Michele Zagaria, molti lettori e utenti - ma comunque una minoranza - ancora non comprendono per quale motivo la sua vita sia in pericolo e pensano che la scorta sia un privilegio, un mero costo che si può tranquillamente tagliare. 

Come ha spiegato Paolo Borrometi in quest'intervista concessa a Open, le minacce di Mafia e Camorra non cadono mai in prescrizione e siccome Michele Zagaria non si è mai pentito e il clan dei Casalesi ancora oggi opera sul territorio, difficilmente si può sostenere che il pericolo per Sandro Ruotolo non sia più attuale. 

Come detto, però, nonostante le spiegazioni circostanziate sulla vicenda di Sandro Ruotolo, in rete si trovano utenti che, non capendo la gravità della situazione e della decisione dell'Ucis, commentano esultando per la revoca della scorta a un giornalista anti-mafia, come se fosse un privilegio e non un dispositivo di sicurezza necessario, assegnato solo in caso di un concreto rischio per l'incolumità del soggetto. 

Dai festeggiamenti per i denari risparmiati fino alle ingiurie volte a sminuire l'importanza del lavoro di Sandro Ruotolo.

 

«Sotto scorta? Roba da pazzi!» tra i commentatori della rete contro Sandro Ruotolo

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