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Tav, Salvini: «Se ripartiamo, primo treno nel 2030». Toninelli: «Un buco che non serve a nessuno»

Chiara Piselli - 04/02/201921:09Aggiornato 12/02/2019 10:18

Il ministro dell'Interno: «Fra persone adulte ti metti al tavolo e decidi cosa è meglio per il Paese, se continuano a insultarmi le cose si fanno più complicate». Il ministro delle Infrastrutture: «Con l'analisi costi-benefici gli italiani capiranno se quel buco serve o no»

Tav sì, Tav no. La tensione non si placa e la maggioranza resta spaccata sulla questione. Da trasmissione a salotto televisivo, il testa a testa a distanza è tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e il responsabile dei Trasporti e delle Infrastrutture Danilo Toninelli. L'oggetto del contendere è ancora il tunnel sotto le Alpi: se per la linea dei 5 Stelle non si è ancora cominciato a scavare, per la Lega ci sono già chilometri e non si può tornare indietro: il primo treno potrebbe «passare nel 2030».

«Con l'analisi costi-benefici gli italiani capiranno se quel buco serve oppure no», dice Toninelli dallo studio tv di Coffee break su La7. «A metà febbraio - ha detto il ministro - andrò a Bruxelles a consegnare il rapporto alla commissaria Ue e al ministro francese dei trasporti». «Il Tav è divisivo - ha proseguito Toninelli - ma sono convinto che quando diremo carte alla mano se è conveniente o non conveniente si prenderà una decisione».

E poi la critica alle mancanze di chi è venuto prima: «L’analisi costi benefici doveva essere fatta 30 anni fa, è giustissimo farla - ha affermato a Cofee break prima di continuare a tenere il punto sulla questione sui suoi social network -. L'opera costa tra i 20-25 miliardi, il solo buco della montagna costa 11 miliardi di euro il 60%, ce lo siamo sobbarcati noi: complimenti ai nostri governanti che hanno regalato alla Francia il minor costo».

«Se i lavori ripartono, il primo treno passa nel 2030». È netto il ministro dell’Interno Matteo Salvini che a Quarta Repubblica su Rete4 parla della sua alleanza di governo, stando attento a non sconfinare: «Su questo tema non siamo d’accordo con il M5s e fra persone adulte se hai due posizioni diverse ti metti al tavolo e decidi cosa è meglio per il Paese».

E mentre Toninelli continua a suggerire di «spostare i soldi per la Tav in un altro capitolo di spesa come la metropolitana di Torino o la linea ferroviaria Roma-Pescara», Salvini continua a mandare messaggi chiari agli alleati di governo: «Sono convinto che un accordo tra persone di buonsenso si trovi. Certo, se continuano a insultarmi e darmi del rompicoglioni le cose si fanno più complicate». Ma il compromesso sembra impossibile o quantomeno molto lontano dal momento che il ministro delle Infrastrutture ha definito il treno ad alta velocità come «un buco nella montagna per mandare a Lione nessuno, perché nessuno ci vuole andare, né come persone né come merci».

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