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Cappato lascia la dirigenza di + Europa: «Niente di personale, è una questione politica»

Valerio Berra - 05/02/201922:45

Pesano i dubbi sul congresso, quello a cui Open aveva dedicato un'inchiesta sui voti che hanno portato all'elezione come segretario di Benedetto Della Vedova

«Buon lavoro a tutti». Con un post sul suo profilo Facebook, pubblicato la mattina del 5 febbraio, Marco Cappato ha comunicato che non farà più parte degli organismi dirigenti del partito e non parteciperà alla sua vita politica interna. Rimarrà un semplice iscritto «con doppia tessera», cioè legato anche ad altri partiti, e continuerà a indagare su quanto successo al congresso del 27 gennaio a Milano. È qui che i militanti del partito hanno scelto Benedetto Della Vedova come nuovo segretario, sostenuto dalla lista di Bruno Tabacci. Un'elezione per cui correva anche lo stesso Cappato, fermo con i voti al 30,2%.

Il primo congresso di + Europa, e tutti i suoi dubbi

Open ha dedicato diversi articoli a quello che è successo il 27 gennaio all'hotel Marriott di Milano. Come riportiamo nella nostra inchiesta, diversi attivisti hanno segnalato la presenza al congresso di votanti arrivati in massa dal Sud Italia per sostenere Della Vedova, senza conoscere né il candidato né il progetto politico di + Europa. I sospetti non sono mai stati chiariti, anzi. Nel suo post Marco Cappato ha scritto che questo metodo è stato pubblicamente rivendicato da Bruno Tabacci come esempio di come si fa politica.

Il commento di Marco Cappato, «È una questione che riguarda tutti i partiti»

Ha scelto di rimanere dentro il partito. Perché?
«Perché condivido gli obiettivi politici e gli ideali di fondo di + Europa. Io non ho posto una questione personale riguardo alla mia candidatura, ho posto una questione politica che coinvolge tutti i partiti. Non è mai tardi per affrontare questi temi».

Ha ricevuto messaggi da altri politici?
«Oggi sono stato tutto il giorno in viaggio, quindi non lo so ma non lo escluderei. Il tema che ho sollevato sulla democrazia nei partiti è un tema politico. Quelle che fanno fede saranno le dichiarazioni pubbliche e non le manifestazioni di solidarietà private».

Come continuerà la sua attività politica?
«Io sono tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, ed è questo il luogo principale della mia attività politica dove sto conducendo una campagna sulla legalizzazione dell'eutanasia. Ma come ho scritto nel mio post penso che ci sia l'urgenza di continuare a sostenere iniziative popolari sui temi dell'ecologia e della democrazia in Europa».

ANSA |  Marco Cappato con Alessandro Fusacchia e Benedetto Della Vedova

Il 26 maggio si vota per le Europee. Sarà il trionfo delle forze sovraniste?
«Dipende dalle iniziative che si metteranno in campo, le cose potrebbero andare molto male ma credo che siamo ancora in tempo per farle andare in una nuova direzione. La questione più importante sul tavolo è a cosa serve l'Europa. Pensiamo al riscaldamento globale, combatterlo trincerandosi dietro lo Stato nazionale fa solo ridere».

Perché l'Europa ha iniziato ad essere dipinta come un nemico?
«Gli stati nazionali hanno impedito la crescita di una vera democrazia europea. Anzi, l'Unione Europea è diventato il capro espiatorio su cui rovesciare l'impotenza dei governi sui grandi temi del nostro tempo, come l'immigrazione. L'Europa rischia di diventare un bersaglio semplice e comodo. Dobbiamo trasformarla in un'istituzione democratica, non possiamo lasciarla così com'è».

 

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