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Il nuovo Consiglio superiore di sanità e perché lo accostano al caso Stamina

Alessandro Parodi - 06/02/201906:26Aggiornato 06/02/2019 20:00

Il ministro della Salute sceglie i 30 membri dell'Istituto di Sanità. Fra di loro, Camillo Ricordi, che fu collegato qualche anno fa alla sperimentazione di Stamina. Abbiamo ricostruito la vicenda

Il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha firmato il decreto di nomina dei 30 membri non di diritto del Consiglio Superiore di Sanità. Il precedente Consiglio era stato sciolto dal ministro con una nota di poche righe nel dicembre scorso. Nelle settimane successive era emerso che Grillo aveva richiesto informazioni su alcuni membri del Consiglio circa le loro opinioni politiche.

Ma anche prima le tensioni erano tante: il direttore dell'Istituto, Walter Ricciardi si era dimesso sempre nel mese di dicembre, seguito da altri due scienziati dell'ISS. Ricciardi aveva dichiarato a Open che fra le motivazioni del suo abbandono, c'era la constatazione che fra le forze politiche che appoggiano il governo «ci sono state una serie di posizioni ascientifiche o francamente antiscientifiche sui vaccini, sulla salute dei migranti, sui rifiuti, sui termovalorizzatori».

Ansa | Walter Ricciardi

I nuovi membri

Una nuova polemica sembra però gettare delle ombre sulla gestione dell'Istituto Superiore di Sanità da parte del ministro Grillo. Tra i membri nominati, infatti, c'è Camillo Ricordi, tra i massimi esperti a livello internazionale nel trapianto di “insulae pancreatiche”. Il suo metodo Ricordi consente di individuare le isole pancreatiche permettendo così di trapiantare solo le cellule pancreatiche e non l’intero organo.

Ricordi è, inoltre, professore di chirurgia dei trapianti presso l’Università di Miami e presidente della Stacy Joy Goodman, una delle più importanti fondazioni al mondo tra quelle che si occupano di diabete giovanile. Il curriculum di Ricordi è evidentemente di tutto rispetto. Il suo nome, però, è stato accostato a uno dei casi più controversi di sperimentazione scientifica, conclusasi in tribunale e con un'indagine conoscitiva del Senato: la vicenda Stamina.

Ansa | Camillo Ricordi

E' a favore di Stamina?

Secondo quanto siamo riuscito a ricostruire, però, la posizione di Ricordi su Stamina non è mai stata così favorevole come da una narrazione superficiale si potrebbe desumere. Ricordi, che si era dichiarato «nè pro nè contro Stamina», nel 2013, partecipando a un tavolo ministeriale, aveva definito i dati di Stamina «promettenti» Il padre del metodo, Davide Vannoni, aveva annunciato alla fine dello stesso anno, che Ricordi, allora direttore del Diabetes Research Institute di Miami, si sarebbe fatto promotore della sperimentazione di Stamina presso l'Istituto.

Un'inchiesta de L'Espresso, però, aveva rivelato, sia attraverso la testimonianza diretta dello stesso Ricordi, sia consultando il carteggio tra lo scienziato e Vannoni, il diabetologo si era dichiarato disponibile esclusivamente a verificare cosa contenesse il farmaco Stamina e se fosse abbastanza sicuro per essere somministrato ai pazienti. Non si trattava, quindi, della promozione di una sperimentazione che, come è evidente, non deve valutare i danni, ma anche i benefici di una farmaco testandoli direttamente sui pazienti.

Ansa | Davide Vannoni

Le polemiche

La posizione dello scienziato, equivocata o meno, creò numerose polemiche. Nel gennaio del 2014 i ricercatori Carlo Croce, Carlo Redi, Giulio Cossu e Francesca Pasinelli, si era dimessi dalla Fondazione Rimed (Croce) e da Cure Alliance (tutti gli altri), quest'ultima presieduta dallo stesso Ricordi, enti di ricerca scientifica colpevoli, secondo i ricercatori, di aver ospitato le posizioni "morbide" di Ricordi sul metodo Stamina di Davide Vannoni.

Un'analisi interessante della questione è pero quella esposta nel libro Le cellule della speranza in cui si ipotizza che la posizione non contraria di Ricordi su Stamina fosse giustificata dalla necessità di «portare avanti la battaglia che sta conducendo anche negli Stati Uniti, finalizzata a ottenere che i trattamenti a base di cellule, quindi anche quelli a base di cellule staminali mesenchimali (MSC), possano essere commercializzati senza attendere che la sperimentazione clinica ne accerti l’efficacia (fase II) e facendo bastare un controllo sull’assenza di effetti dannosi (fase I)».

La sperimentazione cellulare

In pratica, secondo questa versione. lo scienziato avrebbe in qualche modo utilizzato il dibattito intorno a Stamina per accelerare la sperimentazione dei metodi di cura a base di cellule staminali con basi scientifiche, però, più solide rispetto al metodo di Vannoni. Il nome di Ricordi ricorre numerose volte negli atti della già citata indagine conoscitiva del Senato sul caso Stamina: quale sia stato il suo ruolo attivo nella vicenda appare però, a fronte di un giudizio definitivo anche in sede giuridica sulla sperimentazione promossa da Vannoni, decisamente controverso.

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