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Savona presidente della Consob: il suo ministero andrà a Conte

Redazione - 05/02/201909:34Aggiornato 05/02/2019 12:52

Secondo l'agenzia di stampa Ansa, il Consiglio dei ministri ha appena approvato la nomina. Al presidente Conte l'interim degli Affari europei

Il Governo ha trovato un accordo sul nome del prossimo presidente della Consob, l'autorità di vigilanza sui mercati finanziari: si tratta di Paolo Savona, attuale ministro per gli Affari Europei del governo Giallo-Verde.

L'accordo, secondo Ansa, sarebbe stato approvato verso le 12 del 5 febbraio durante una riunione del Consiglio dei Ministri. Savona sarebbe stato favorito rispetto al candidato dei 5 stelle, Marcello Minenna, al quale potrebbe essere assegnato il ruolo di segretario generale. La poltrona più alta della Consob è vacante da 5 mesi, dopo le dimissioni di Mario Nava avvenute il il 13 settembre 2018. L'ex presidente aveva lasciato in polemica col Governo: «Il non gradimento politico limita l'azione della Consob in quanto la isola e non permette il raggiungimento degli obiettivi», aveva scritto nella sua lettera di dimissioni.

In 8 mesi di governo, il nome di Savona è stato associato a più di una "poltrona": la prima, quella di ministro dell'Economia, ha paralizzato per due mesi la formazione della nuova maggioranza e creato una crisi istituzionale a causa del veto di Sergio Mattarella. In un messaggio al Paese, il presidente della Repubblica spiegò le ragioni del suo rifiuto: «La designazione del ministro dell'Economia costituisce sempre un messaggio immediato, di fiducia o di allarme, per gli operatori economici e finanziari. Ho chiesto, per quel ministero, l'indicazione di un autorevole esponente politico [...] che non sia visto come sostenitore di una linea, più volte manifestata, che potrebbe provocare, probabilmente, o, addirittura, inevitabilmente, la fuoruscita dell'Italia dall'euro». Il Movimento 5 Stelle disse che avrebbe valutato la messa in stato d'accusa del Presidente, ma dopo una serie di colloqui il ministero dell'Economia fu affidato a Giovanni Tria mentre Savona ottenne la carica di ministro per gli affari Europei. Otto mesi dopo, il nome del professore no-euro - famoso per la metafora del cigno nero e del piano B per l'uscita dall'Euro - finirà di nuovo sotto agli occhi del presidente della Repubblica, a cui spetta - per decreto - la nomina del presidente della Consob.

Come in passato, la nomina ha suscitato polemiche e accuse di conflitto di interessi: «Il ministro Savona non può fare il presidente della Consob, il governo non può ignorare le leggi. Le ragioni di incompatibilità di Savona sono diverse», ha detto Simona Malpezzi, vicepresidente del gruppo del Partito Democratico a Palazzo Madama. «Il ministro - sottolinea - ha lavorato fino a maggio 2018 per il fondo Euklid, quindi per un soggetto vigilato da Consob, in più risulta in conflitto con le leggi Madia e Frattini. Se il Cdm approvasse la nomina, pur in presenza di tali incompatibilità, ci troveremmo di fronte ad una situazione gravissima e senza precedenti».

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