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Il Restitution day dei 5 Stelle: «2 milioni di euro agli alluvionati»

Francesca Martelli - 06/02/201916:21Aggiornato 06/02/2019 16:24

Davanti a Montecitorio la protesta anti-Maduro. Dietro l'evento per sancire la restituzione di una parte del compenso da parlamentari M5S

Scalinata posteriore di Montecitorio. I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno atteso lì Luigi Di Maio e i capigruppo di Camera e Senato per iniziare il flash-mob sul Restitution day, l'evento per sancire la restituzione di una parte del compenso da parlamentari. «Oggi tagliamo 2 milioni di euro in pochi mesi a tutti i parlamentari del M5S e li mettiamo in dotazione alla Protezione Civile. Le Regioni coinvolte sono Liguria, Friuli Venezia Giulia e Sicilia» ha detto il capo politico del Movimento 5 Stelle, affiancato dal capo della Protezione Civile Angelo Borrelli. Restituire una parte dello stipendio da parlamentari è da sempre una delle battaglie simbolo dei 5 Stelle: il primo appuntamento di questo tipo fu nel 2013. Era luglio, e gli esponenti 5 Stelle si erano radunati davanti a Montecitorio, piazza oggi occupata dalla protesta degli italo-venezuelani che chiedevano al governo di riconoscere Juan Guaidò come presidente a interim.

L'assegno di allora era di un milione e mezzo di euro (destinati al fondo di ammortamento del debito pubblico), quello presentato il 6 febbraio di 2 milioni, da destinare alle popolazioni colpite dalle alluvioni. Il Movimento 5 Stelle depositerà una proposta di legge per il taglio degli stipendi di tutti i parlamentari la prossima settimana: «È fondamentale che entro aprile la legge sia approvata almeno dal Senato della Repubblica. Questo è un obiettivo che ci diamo come forza politica e come governo», ha spiegato Luigi Di Maio.

Il tema, che già era stato inserito in un disegno di legge di Roberta Lombardi (M5S) nel 2016, non aveva poi trovato spazio nel contratto di governo Lega-M5S. A margine dell'evento, il vice-premier Di Maio è tornato sulla polemica relativa all'invio del dossier Tav alla Francia: come affermato dal ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, il capo-politico M5S sostiene di non avere ricevuto la documentazione, esattamente come il leader leghista: «Salvini stia tranquillo, neanche io l'ho letta l'analisi costi-benefici».

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