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Crisi diplomatica, la rivolta dei sindaci che espongono la bandiera francese

Chiara Piselli - 09/02/201914:53Aggiornato 09/02/2019 14:55

L'appoggio alla Francia parte da alcuni comuni del nord. Anche il rettore dell'università di Torino aderisce: «Vorrei vederne mille alle finestre». E il Pd su Twitter aggiunge il tricolore al nome dell'account. Meloni: «Sono schifata»

Nel bel mezzo della crisi diplomatica con la Francia  qualcuno, nel nord Italia, manifesta solidarietà e vicinanza alla posizione francese. Niente di straordinario se la scelta venisse dal singolo. Diversa è la situazione di un sindaco che, nel nome di una collettività, espone la bandiera francese sul balcone del suo municipio o proietta il tricolore sulla facciata. È il caso di Cuneo, Imperia, Finale Ligure e non solo. 

Claudio Scajola (lista civica) e la sua giunta, per esempio, hanno deciso di illuminare la facciata del comune di Imperia con i colori della bandiera francese perché, commenta l'ex ministro, «auspico una soluzione al problema, seguendo la via del dialogo e del confronto, nel rispetto dei valori comuni, con i modi e i toni propri di una nazione matura». Le ragioni alla base della scelta elencate dal primo cittadino di Imperia sono diverse e - oltre al più volte citato stretto rapporto di amicizia tra i due Stati - c'è il fatto che «la Francia è il secondo Paese destinatario delle esportazioni italiane, ma anche la destinazione raggiunta ogni giorno da molte migliaia di frontalieri della nostra provincia».

Quello del sindaco di Cuneo Federico Borgna (lista civica) è stato invece un gesto di reazione dovuto al «sentimento di sconforto» dopo il richiamo dell'ambasciatore straniero a Roma. Ma la bandiera francese sul balcone del suo municipio non è durata che un giorno. Il prefetto è intervenuto, su sollecitazione di palazzo Chigi, e l'ha fatta rimuovere appellandosi alla legge (un regolamento del 2000 che disciplina l'esposizione delle bandiere di Stati stranieri). «La ricerca di consenso in vista delle elezioni europee non può mettere in discussione i rapporti tra i nostri Paesi - ha spiegato il sindaco di Cuneo -. Il prefetto ha ragione a invitarmi a rispettare la legge, ma io sono comunque lieto di aver sollevato un dibattito sull'importanza dell'Europa».

«Per Cuneo i rapporti con la Francia sono fondamentali - ha proseguito Federico Borgna -. Siamo un territorio unico e omogeneo. Cuneo e Nizza sono gemellate da 55 anni ed è una fratellanza vera: il nostro mare è quello nizzardo, le loro montagne sono quelle cuneesi». E ancora: «Tutti i martedì, quando c'è il mercato, qui si sente parlare francese ovunque. E non dimentichiamoci che per la nostra economia la Francia è il primo mercato per valore delle esportazioni».

Una grande polemica per la decisione del primo cittadino cuneese era stata sollevata da Giorgia Meloni che aveva definito «da voltastomaco» il veder sventolare la bandiera francese su un municipio italiano. E aveva attribuito il gesto di «provocazione» a una certa «sinistra anti-italiana e traditrice». 

A Imperia e Cuneo, si è poi unita anche Finale Ligure. «Abbiamo appeso la bandiera francese per manifestare la nostra amicizia con la Francia, la sua storia e il suo popolo», ha detto il sindaco Ugo Frascherelli (lista civica). Anche la sua presa di posizione ha ovviamente scatenato diverse reazioni negative, come testimoniato dalle decine di commenti contrari sotto il post del sindaco, tra cui quello del pentastellato Davide Badano che definisce il gesto «inopportuno perché il Governo Italiano è vicino ai cittadini francesi che protestano contro il governo francese e contro le sue politiche di austerity». «Un comportamento risibile oltre che illegale - commenta la Lega di Finale ligure -. Una grave mancanza di rispetto nei confronti dei finalesi in quanto il palazzo è la casa di tutti i cittadini e non solo di coloro che la pensano come il sindaco e la sua giunta».

Non solo i comuni. Le manifestazioni politiche di vicinanza alla posizione francese si sono viste anche sui social network. In particolare, accanto al nome dell'account @pdnetwork e a quello di molti deputati Pd, oltre alla bandiera italiana e a quella europea, è stata aggiunta anche quella francese. L'iniziativa dei dem è stata stata subito criticata dal M5s e classificata come posizione anti-italiana: «Il Pd, partito dei poteri forti, con una bandiera francese sul suo Twitter. Che segnale vogliono mandare e a chi? - scrive il sottosegretario alla Pubblica Amministrazione Mattia Fantinati - Il Pd è servo con chi ci ha messo in ginocchio e ci ha resi schiavi dell'Europa delle banche».

Il gesto finisce poi con l'essere adottato anche dal rettore dell'università di Torino che ha esibito il tricolore francese dal suo rettorato. «Vorrei vederne mille alle finestre», sono state le parole del rettore Gianmaria Ajani. «La collaborazione dell'ateneo con le università transalpine è da tempo consolidata - ha detto - inoltre il capoluogo piemontese è storicamente francofilo. Torino ha bisogno di una connessione con la Francia, sia culturale che logistica». Non è tardata ad arrivare la reazione della sezione locale di Fratelli di Italia: «C'è solo un tricolore che può sventolare dai balconi dell'ateneo di Torino ed è quello italiano. L'ateneo si preoccupi di far crescere i nostri studenti senza scivolare in polemiche che francamente riducono il livello del dibattito».

 

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