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Torino: i manifestanti assaltano il centro storico, ci sono feriti

Felice Florio - 09/02/201921:26Aggiornato 10/02/2019 01:03

Gli anarchici protestano per lo sgombero di un asilo occupato da 23 anni: residenti e turisti fuggono dal centro storico e dai mezzi pubblici. Sciretti, capogruppo Lega alla Circoscrizione 6 di Torino, in un post su Facebook: «Ci vuole un po' di scuola Diaz», poi le scuse

Dodici manifestanti fermati dalla polizia, quattro feriti di cui uno in codice rosso e il centro storico di Torino sfregiato: il corteo organizzato per protestare contro lo sgombero dell’asilo di via Alessandria è degenerato in una guerriglia urbana.

Un migliaio i manifestanti che si sono incontrati nel cuore del capoluogo piemontese, in piazza Castello: tra loro circa 500 anarchici provenienti da Ivrea, Rovereto, Pinerolo, Trento e Milano. Gli atti di vandalismo e il clima di tensione sono culminati negli scontri con la polizia. Lanci di bottiglie, tegole, petardi e cestini dei rifiuti incendiati da alcuni manifestanti incappucciati e che indossavano caschi hanno scatenato il panico tra residenti e turisti. Con i cassonetti rovesciati sono stati creati sbarramenti che hanno reso difficile l’accesso dei mezzi di soccorso.

Un gruppo di black bloc ha preso d’assalto un pullman di linea della città: saliti a bordo, i manifestanti hanno distrutto il bus e lanciato sostanze lacrimogene. I passeggeri sono fuggiti terrorizzati. «Non ho mai visto niente di simile - ha raccontato l'autista - sono saliti incappucciati sfasciando tutto. Tremo ancora adesso». I trasporti pubblici non effettuano più servizio nelle fermate del centro.

«Quanto sta accadendo in queste ore non può essere confuso in alcun modo con l'esercizio della democrazia: gli episodi di violenza perpetrati da alcuni manifestanti a Torino sono di una gravità inaudita», ha dichiarato Chiara Appendino, sindaca di Torino. «Esprimo piena solidarietà alle persone rimaste coinvolte e sostegno alle forze di Polizia che stanno operando a tutela della città».

Sulla stessa linea il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino: «Il mio forte ringraziamento e la mia vicinanza alle forze dell'ordine che hanno contenuto le intollerabili violenze compiute nel centro città da gruppi di anarchici. Sono atti gravi che non possono trovare alcuna giustificazione».

ll raduno è cominciato alle 16:00 del 9 febbraio in piazza Castello. L'obiettivo dei manifestanti era «riprendersi l'Asilo», sgomberato all'alba di venerdì 7 febbraio dopo 23 anni di occupazione. Il corteo ha attraversato le centralissime via Po e piazza Vittorio Veneto: qui altre centinaia di manifestanti hanno ingrossato le fila, tutti dietro lo striscione con la scritta «Fanno la guerra ai poveri e la chiamano riqualificazione. Resistiamo contro i padroni della città». I primi atti di vandalismo sono avvenuti davanti alla caserma San Carlo: muri  imbrattati e alcune auto dei carabinieri sono state danneggiate. Più tardi la protesta si è concentrata nel quartiere Vanchiglia, scatenando il panico tra gli abitanti.

«Galera per questi infami. Ridotti quasi a zero gli sbarchi adesso si chiudono i centri sociali frequentati dai criminali», ha affermato il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Torino è «ostaggio di qualche centinaio di delinquenti dei centri sociali. Tutto il mio supporto ai torinesi e alle forze dell'ordine, per questi criminali la pacchia è finita».

«Ci vuole un po' di scuola Diaz». È la frase scritta su Facebook dal capogruppo della Lega alla Circoscrizione 6 di Torino, Alessandro Ciro Sciretti, commentando gli incidenti e condividendo, in particolare, la notizia dell'assalto a un bus da parte di alcuni manifestanti. «Ditemi voi se tutto questo è accettabile», scrive, aggiungendo; «nessuna pietà, nessuna, per queste persone. Le Forze dell'Ordine sono troppo limitate nei loro poteri» . Sciretti ha poi aggiornato il post chiedendo «scusa a chi non capisce le provocazioni».

 

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