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De Magistris contro Salvini: «Nemico del Meridione» e Napoli: «Comune desalvinizzato»

Chiara Piselli - 11/02/201913:58Aggiornato 12/02/2019 10:36

«Le politiche diseguali del ministro nero non passeranno mai - scrive il sindaco -. La sua storia di nemico del Meridione - spiega - è documentata: dalle canzoni da stadio sui napoletani al sacchetto della munnezza con cui attendeva i tifosi allo stadio alle vecchie politiche contro il Sud»

Fa molto chiacchierare nelle ultime ore il post di Luigi De Magistris che esprime il dissenso del sindaco di Napoli per la figura del vicepremier leghista Matteo Salvini, per le sue politiche e i suoi trascorsi. De Magistris, con la lunga nota pubblicata sul diario del suo profilo Facebook, intende far passare il messaggio per cui il destino di Napoli è quello di combattere da sola, isolata rispetto al sistema centrale, perché i cittadini - come hanno dimostrato in passato, attraverso il loro voto - «non intendono consentire al governo di Roma di «mettere le sue mani sulla città».

Il primo cittadino si riferisce all'estate del 2014 quando, con un atto simile, proclamò simbolicamente "Napoli comune derenzizzato", riferendosi all'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi e al suo agire politico. «Mentre Renzi godeva del 40% del consenso nel Paese, le sue politiche - ricorda De Magistris - rappresentavano le mani sulla nostra città e facevano decidere il destino del nostro popolo al sistema centrale. Ma la storia politica racconta che Renzi non passò a Napoli, fu sconfitto prima alle elezioni comunali e poi al referendum costituzionale», scrive.

Dunque, all'indomani delle elezioni regionali in Abruzzo, il sindaco di Napoli rivede la definizione che attribuì alla città con Renzi premier per adeguarla al leader della Lega. Lega che, secondo gli ultimi sondaggi, risulta essere al momento il primo partito in italia con il 34,4% dei consensi. Secondo de Magistris, «Matteo Salvini è il dominus politico del Governo più a destra della storia della Repubblica. La sua storia di nemico del Meridione - spiega - è documentata in maniera inequivocabile, è negli archivi: dalle canzoni da stadio sull'arrivo dei napoletani al sacchetto della munnezza con cui attendeva i tifosi napoletani allo stadio alle politiche contro il Sud messe in campo nel corso degli anni quale leader di governo della Lega Nord per l'indipendenza della Padania».

Ma l'attacco di De Magistris al leader leghista si allarga quando menziona il caso del ministro Bussetti che due giorni fa (il 9 febbraio) ha caldamente invitato i professori del Sud a impegnarsi di più: «Vi dovete impegnare forte. Niente fondi: lavoro, impegno e sacrificio». De Magistris definisce «indegne» le dichiarazioni del ministro leghista che chiama «ministro dell'ignoranza». Un episodio che, secondo lui, «racchiude il pensiero di molti leghisti circa le qualità dei meridionali». E dunque conclude: «Nella città della resistenza, del riscatto culturale, dell'umanità e dell'amore, le politiche diseguali del ministro nero non passeranno mai. Napoli è città desalvinizzata».

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