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Marcello Foa sul voto a Sanremo: «Sistema da correggere in modo che il pubblico si senta rappresentato»

Francesca Martelli - 11/02/201911:20Aggiornato 12/02/2019 17:54

Il presidente Rai commenta la 69esima edizione della kermesse e le polemiche per la vittoria di Mahmood, riproponendo il tema popolo-élite che aveva caratterizzato la campagna elettorale per le Politiche 2018

«Il sistema di voto del Festival di Sanremo va chiaramente corretto» parola di Marcello Foa, presidente della Rai che interviene sulla polemica sanremese e sul ruolo della giuria nella vittoria di Mahmood. Lo fa dalla trasmissione di Rai1 Unomattina: «C'è stato, come sappiamo un ribaltamento del giudizio e ne va tenuto conto».

Poi la critica al monologo genitori-figli (tratto dal libro Gli sdraiati di Michele Serra) interpretato da Claudio Bisio sul palco: «Non voglio polemizzare con Bisio. Però il punto non è un padre molto autoritario o molto permissivo. Non è questa la realtà. La realtà è equilibrare e cercare di essere buoni genitori».

La nomina di Foa al posto di Monica Maggioni aveva suscitato molte polemiche sia per le tempistiche (annunciata da Luigi Di Maio a luglio, poi bloccata ad agosto in Commissione Vigilanza da Forza Italia e riproposta a settembre) sia per l'attivismo su twitter del giornalista su posizioni anti-europeiste e di sostegno a Lega e M5S.

Le parole del presidente Rai ricalcano quelle dei due vice-premier. Matteo Salvini aveva messo in dubbio la composizione della giuria d'onore: «Senza senso, mancava solo mio cugino e sarebbe stata completa. Come se mi chiamassero ad attribuire il Leone d'Oro. Sanremo deciso da un salotto radical-chic. Quando uscirà il prossimo film di Özpetek voglio vederlo e poi faccio la critica». Lo scontro tra popolo ed élite, che aveva animato la campagna elettorale prima delle Politiche 2018 si è dunque riproposto per la kermesse sanremese.

Su Facebook Luigi Di Maio aveva criticato anche i giornalisti: «Più che sulle canzoni preferite di ognuno, vedo che c'è un gran dibattito sul vincitore di Sanremo perché la giuria, composta da critici musicali del 'calibro' di Beppe Severgnini, e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto. Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic».

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico aveva auspicato di fare scegliere «il vincitore solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi facciamolo contare!», ignorando però la possibile manipolazione dei voti e la mobilitazione della fan base a sostegno dei cantanti più popolari in classifica o nei programmi televisivi. Dopo tutte queste dichiarazioni, la prossima edizione del Festival potrebbe dunque subire molti cambiamenti nel sistema di voto.

Durante la conferenza stampa finale della 69esima edizione era stato Claudio Baglione ad aprire al tema: «O l’esito della gara diventa di nuovo deciso da giurie ristrette di addetti ai lavori, o questa mescolanza rischia di essere discutibile. Se il Festival volesse essere una manifestazione popolare potrebbe anche essere gestita solo dal televoto».

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