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Quando le bufale fanno comodo: Luca Donadel difende Saolini contro i «poveri dementi»

David Puente - 12/02/201917:25Aggiornato 12/02/2019 17:37

Luca Donadel, personaggio divenuto noto per le sue «verità» sui migranti e sulle ONG, invece di arginare il diffondersi delle falsità online difende a spada tratta chi crea quelle che fanno gioco alla sua narrazione, come Gian Marco Saolini.

Luca Donadel è diventato famoso grazie ai video dove racconta «la sua verità» sui migranti e in particolar modo sulle ONG, tanto da venir condiviso da Matteo Salvini e trovare spazio nelle trasmissioni televisive di casa Mediaset come MatrixQuarta Repubblica. Le sue posizioni sono chiare ed evidenti, la sua comunicazione delinea una narrativa utile a confermare il sospetto degli utenti su determinati argomenti - il cosiddetto giornalismo a tesi - attraverso la figura di un ragazzo che «scopre cose» dalla sua cameretta. Molto sicuro di se, non si pone il problema nel definire «poveri dementi» coloro che credono alle falsità che circolano online senza tenere conto che queste persone che sta insultando, vittime di una bufala contro l'immigrazione, potrebbero trovare in lui la «fonte della verità» su quanto hanno creduto.

In seguito al Festival di Sanremo avevamo parlato del video virale del finto giornalista interpretato da Gian Marco Saolini, un «troll» della Rete che da anni si diverte a diffondere attraverso i suoi siti bufale di vario genere anche contro stranieri e i rom. In un video pubblicato il 15 giugno 2018 Saolini si era finto nostromo della Aquarius licenziato perché voleva raccontare agli italiani che non c'era alcuna crisi e nessun disagio per i migranti a bordo, sostenendo la presenza di fantomatiche sale giochi e bar installati per il loro divertimento durante la traversata. Il 5 gennaio 2019 si era finto nostromo della Sea Watch sostenendo che i migranti ricattavano e seviziavano l'equipaggio della nave, che erano pronti ad avviare un finto sciopero della fame per poi chiedere l'aiuto del Papa e della Chiesa al fine di veder accontentate le loro richieste. Tutto falso, ovviamente, ma chi crede a questi contenuti è propenso a crederne ad altri e trovare conferma in chi contesta l'immigrazione e le ONG attraverso fonti ritenute più autorevoli, come la televisione. e quindi Luca Donadel.

Luca Donadel e Gian Marco Saolini collaborano insieme come moderatori in un gruppo Facebook chiuso chiamato "Giente Honesta™", amministrato da Mirko Bortolotto e i gestori di pagine Facebook come Generatore di immagini gentiste e Partito Anarco-Capitalista Italiano, che in passato avevano «trollato» il sondaggio della pagina Facebook ufficiale del Movimento 5 Stelle sui vitalizi facendo vincere «La Casta» contro Roberto Fico. L'undici febbraio 2019, a seguito delle critiche rivolge a Saolini per il video di Sanremo, Donadel aveva avviato un sondaggio agli oltre 57 mila membri del gruppo con due semplici domande: «Quello che fa Saolini è criminale?» e «Le fake news sono colpa sua o di chi ci crede?». Il risultato è stato pubblicato nel gruppo dallo stesso autore, difendendo a spada tratta il collega moderatore e attaccando chi lo aveva definito «criminale»:

I risultati del sondaggio di ieri, hanno partecipato circa 3800 persone: la maggioranza del popolo di GH ritiene Gian Marco Saolini NON colpevole dei reati a lui ascritti.

Sono comunque sorpreso che ben il 44% ritiene le sue gesta addirittura criminali, e quasi il 30% ritiene che la responsabilità delle fake news sia da attribuirai a lui e non ai poveri dementi che ci credono.

Così è deciso (BAM BAM) l'udienza è tolta

Che i video di Saolini siano assurdi e incredibili è chiaro ad alcuni, ma non a tutti. Per questo motivo ci giungono richieste di verifica per i contenuti pubblicati da lui o da altri personaggi che si divertono a «trollare» gli utenti, come l'admin del gruppo Mirko Bortolotto che in un video interpretava un finto impiegato della Commissione europea per rivelare «il complotto dell'UE contro l'Italia». Luca Donadel è consapevole che ci siano utenti che ci credono, li definisce «poveri dementi» anziché fornire un aiuto nella lotta contro le falsità, arginando un fenomeno che altera la percezione della realtà, e sostiene chi diffonde quelle che fanno gioco alla sua narrazione contro l'immigrazione e contro le ONG.

Glossario

Giornalismo a tesi: «si parte da una tesi preconfezionata (ad esempio i vaccini contengono nanoparticelle pericolose) e si sentono esperti sia da un lato che dall’altro. Avendo però una tesi di partenza e un titolo in mente si cercherà di mettere in evidenza solo le risposte che danno ragione alla nostra ipotesi di partenza, omettendo o riducendo a solo rumore di fondo gli altri. Così facendo il servizio finale sembrerà dare spazio a tutti, ma le domande che sono state fatte e le risposte che si sono usate servono solo a portare acqua al proprio mulino» (fonte).

Troll: «secondo WIKIPEDIA un troll, nel gergo di Internet e in particolare delle comunità virtuali, è una persona che interagisce con gli altri utenti tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l'obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi. Questi utenti, che lo stesso Tim Berners-Lee non ha esitato a definire “disgustosi”, approfittano dei grandi palcoscenici - come, per l’appunto, le reti sociali, i forum pubblici e blog seguiti da molte persone - per mettere in scena attacchi volti a scatenare liti in Rete fino ad arrivare a fomentare odio, fanatismo, razzismo, misoginia, omofobia» (fonte).

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