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Lo sketch di Virginia Raffaele e Satana: la comicità è il miglior strumento per combattere "il male"

David Puente - 13/02/201911:24Aggiornato 13/02/2019 12:38

Non si placano le polemiche sul Festival di Sanremo. È il turno dell'interpretazione satirica di Virginia Raffaele che è stata interpretata come un'invocazione al «maligno», condivisa dal ministro Salvini 

Nella giornata del 12 febbraio 2019 il Ministro dell’Interno Matteo Salvini condivide un articolo pubblicato su Interris.it dal titolo Sanremo choc - Lo sketch di Virginia Raffaele diventa un’invocazione a Satana, condividendo le preoccupazioni di don Aldo Buonaiuto, il quale aveva contestato l’interpretazione tenuta durante il Festival di Sanremo dall’attrice comica che avrebbe mancato di rispetto «alle tante persone che sono realmente oppresse dal maligno».

Ansa | Claudio Bisio e Virginia Raffaele durante l'interpretazione comica con il grammofono.

Cos’è successo? La conduttrice, insieme a Claudio Bisio sul palco dell’Ariston, si era esibita di fronte a un grammofono intonando la canzone Mamma di Beniamino Gigli per poi, a causa dello stesso strumento difettoso, deviare il testo con un falsetto da cartone animato ripetendo più volte la parola «Satana». Cosa dovremmo pensare del Il piccolo diavolo di Roberto Benigni o L'esorciccio di Ciccio Ingrassia? Cosa dovremmo dire, nell’era della Rete e dei social, degli articoli di Lercio «Ragazza con le ballerine si scopa ragazzo con il marsupio e nasce l’Anticristo»?

Non è la prima volta che vengono fatte battute e opere cinematografiche che deridono «il demonio». L’obiettivo della comicità, della satira, è anche quello di depotenziare i messaggi degli estremisti, del «nemico da combattere», che questo sia «Satana» o l'ISIS. Ridere è una cosa seria, serve per scrollarsi di dosso il nervosismo e diminuire l’ostilità che provengono dall’esterno. Il sorriso e l’ironia servono per sdrammatizzare e ridimensionare un eventuale paura - pensiamo solo alle vignette diffuse dai disegnatori e satirici dopo l'attentato terroristico a Charlie Hebdo.

La vignetta di Joep Bertrams in risposta all'attentato di Charlie Hebdo.

Tornando con i piedi per terra, il problema non è lo sketch, ma i «settaristi» - esseri umani in carne e ossa - che manipolano le persone in difficoltà all’interno della nostra società, isolandoli e creando in loro una situazione di ostaggio quasi permanente. «La fantasia distruggerà il potere e una risata vi seppellirà», una citazione dalla dubbia paternità che però racchiude in sé il valore del riso: «Satana» o i «settaristi» sottomettono le persone grazie alla paura e all’ignoranza. Sono loro che dovrebbero avere timore di una risata capace di rompere gli schemi della loro presunta inviolabilità. Se ridete loro hanno perso, ma se giudichiamo l'interpretazione di Virginia Raffaele come un'invocazione a «Satana» allora Lercio è l'anticristo e loro hanno vinto.

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