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Che cosa sta succedendo con Alitalia?

Chiara Piselli - 14/02/201908:24Aggiornato 14/02/2019 14:02

Il Governo si è reso disponibile a partecipare alla costituzione della nuova Alitalia, tramite il ministero dell'Economia e delle Finanze, a condizione della sostenibilità del piano industriale e in conformità con la normativa europea

Il rilancio di Alitalia passa anche attraverso la partecipazione dello Stato. Il Governo ha dato il via libera all'ingresso del ministero dell'Economia nel capitale della compagnia aerea, anche se non è ancora chiaro in quale quota. «Si è convenuta la disponibilità del Governo - si legge nella nota di Palazzo Chigi diffusa alla fine del vertice - di partecipare alla costituzione della Nuova Alitalia, tramite il Mef, a condizione della sostenibilità del piano industriale e in conformità con la normativa europea». Alitalia è in amministrazione controllata da due anni ed è la seconda volta in 10 anni. Inoltre, la compagnia ha beneficiato di un prestito ponte da 900 milioni di euro da parte dell'esecutivo nel 2017, prestito poi prorogato fino al 30 giugno con il decreto Semplificazioni

Il consiglio di amministrazione di Ferrovie dello Stato ha poi dato il via libera alla trattativa con Delta Airlines e EasyJet con l'obiettivo di «essere partner industriali nell'operazione». Due passaggi determinanti per il futuro della compagnia aerea che pare stia cominciando a intraprendere quel piano di salvataggio annunciato da Di Maio lo scorso ottobre. Il vicepremier aveva detto che il ministero dell'Economia avrebbe «convertito in azioni parte del prestito con cui coprire la quota del 15% di partecipazione nella nuova impresa». 

Delta e EasyJet stanno valutando se acquistare insieme fino al 40% di quote di Alitalia. Entrambe le compagnie hanno manifestato il loro interesse per l'operazione già lo scorso ottobre. Altre compagnie straniere si sono invece sfilate e hanno frenato in modo netto sul fronte della manifestazione di interesse. In particolare, se il gruppo Air France-KLM non vuole saperne nulla di aderire al salvataggio di Alitalia, Lufthansa sarebbe invece interessata ma solo se la compagnia venisse prima ristrutturata, il che comprende anche un taglio di «3.000 dipendenti di troppo».

Intanto, oggi (giovedì 14 febbraio) il ministro per il Lavoro e lo Sviluppo economico Luigi Di Maio incontra i sindacati al Mise. «Su Alitalia bisogna assolutamente fare presto, non si può più aspettare - ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini - Bisogna prendere una decisione che sia in grado di garantire e salvaguardare l’occupazione e di dare un futuro concreto». Ecco perché il neosegretario auspica che oggi venga presa una decisione con risolutezza: «una risposta precisa sul tipo di accordo che si intende fare, su quali sono i partner e quale sia il progetto che si vuole realizzare».

Maurizio Landini

 

 

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