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Tav, cosa ne pensano gli universitari? Il viaggio di Open tra Milano e Torino

Chiara Piselli - 21/02/201906:10Aggiornato 21/02/2019 10:31

Dall'indifferenza degli studenti del Politecnico di Milano al coinvolgimento di quelli di Torino, fino al movimento degli universitari No Tav che aderisce a quello della Val di Susa

Cosa pensano gli studenti universitari del Tav? Forse, nel caso di Milano, sarebbe più indicato chiedersi perché non pensano nulla a riguardo. O quasi. L’alta velocità Torino-Lione è una delle questioni che di più spacca il Governo e accende il dibattito politico tra Lega e M5s. Eppure, facendo un giro tra gli studenti del Politecnico di Milano, fermandosi con loro per qualche ora, ci si accorge subito quanto la questione importi molto poco. 

Nemmeno la pubblicazione della tanto attesa analisi costi-benefici, rimasta a lungo sigillata nel cassetto della scrivania di Toninelli, sembra aver destato una reazione. Diversi studenti tra gli intervistati non hanno idea di cosa si stia parlando, molti di loro si rifiutano di commentare perché dicono di non essersi ancora formati un’opinione a riguardo. 

Chi non si tira indietro e accetta di condividere la propria opinione si dice tendenzialmente favorevole alla realizzazione dell’opera. Soprattutto «per evitare che vada sprecato il denaro già impiegato nei cantieri attivi», ma anche perché – come tutti sembrano concordare - «un collegamento in più per la Francia è sicuramente comunque vantaggioso». Nessuno tra gli studenti consultati ha sostenuto le ragioni del no. 

Solo un fatto politico?

«È qualcosa di cui non si parla qui - hanno ammesso in molti -. Mai sentito discuterne in giro tra amici». È un dato che emerge con forza quello del disinteresse generale rispetto a uno dei temi che più di altri divide l’Esecutivo. «Deciderà il Governo il da farsi», ha esclamato più di uno studente lasciando intendere di non curarsi del tema. Come se il Tav fosse un dossier esclusivamente politico e forse, proprio per questo, non meritevole di interesse. Come a dire: è a Roma che si decide. E gli studenti di Milano si sentono forse così lontani dai processi decisionali della politica che non sentono di doversene occupare, come se il tema non li riguardasse. 

Studenti e Tav a Torino

A un’ora di distanza appena, l’approccio al tema è totalmente diverso. Torino è la culla del dibattito sull’alta velocità anche tra gli studenti universitari. Oltre alla vicinanza geografica e psicologica, a polarizzare rispetto all’essere a favore o contro il Tav, è probabilmente anche l’esistenza di un movimento, quello nato in Val di Susa, che da quasi 30 anni si è organizzato intorno alle ragioni del «No» alla Torino-Lione, diventando una rete robusta che sembra aver coinvolto ogni aspetto del vivere dei valsusini. 

Dunque, benché ci sia anche qui una quota di studenti poco informata, per i giovani universitari sembra più facile crearsi un’opinione e prendere posizione. Ci sono docenti che organizzano conferenze per approfondire i pro e i contro della grande opera, ci sono collettivi di studenti organizzati intorno al no alla linea e professori del Politecnico che fanno parte della commissione no Tav. Quali che siano i termini in cui se ne parla, l’alta velocità è un tema centrale nella vita degli studenti delle università di Torino e più o meno tutti hanno un’opinione a riguardo.

Cosa pensano del Tav gli studenti del Politecnico di Torino

Il movimento degli studenti no Tav

Pur non essendo determinabile con precisione, il numero degli studenti universitari organizzati intorno alle ragioni del no all'alta velocità ha sicuramente un peso rilevante tra i circa 100 mila iscritti alle università di Torino. Esistono diversi collettivi studenteschi che aderiscono al movimento No Tav. E chi ne fa parte testimonia che la misura della partecipazione degli universitari è variabile in base alle iniziative: si va dalle centinaia durante le assemblee alle migliaia durante le manifestazioni. Soddisfatti dei risultati dell'analisi costi benefici («Sono 30 anni che il movimento sostiene le stesse cose») e informati su ogni aspetto del dossier Tav, i rappresentanti degli studenti No Tav incontrati da Open hanno snocciolato le tante ragioni del no all'opera «inutile e dannosa».

Non solo. I rappresentanti degli studenti No Tav hanno raccontato a Open la decennale esperienza valsusina, l'assistere all'irrobustirsi di una rete solidale «senza precedenti», impegnata nella lotta di tante altre cause diverse da quella originale del no alla Torino-Lione, cause che mettono «al centro l'uomo e l'ambiente e non l'economia e il profitto». Infine, hanno parlato del sentimento comune di orgoglio che lega chi aderisce al movimento intorno al rifiuto di un'opera che a cascata investe molti altri aspetti della vita dei singoli. 

L’appello degli studenti No Tav: «La linea esiste già: usate il Tgv»

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