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A Brest è stata scoperta una fossa comune con i resti di 730 ebrei uccisi dai Nazisti

Redazione - 28/02/201912:18Aggiornato 28/02/2019 12:37

Scoperti in un cantiere edile i resti di centinaia di corpi. Donne, bambini e anziani uccisi 76 anni fa

I resti di 730 ebrei uccisi dalla Germania nazista di Hitler sono stati scoperti nella cittadina di Brest, in Bielorussia. La fossa comune è adiacente al ghetto in cui gli ebrei erano stati costretti a vivere durante la Seconda Guerra Mondiale, e coincide ora con un cantiere edile vicino al confine con la Polonia. Sono stati i lavori di costruzione a riportare alla luce tutte le spoglie: a giudicare dal numero, è molto probabile che nella fossa comune fossero presenti i corpi di almeno mille persone.

Si tratta per la maggior parte di donne, bambini e anziani. I resti sono rimasti lì, a un metro e mezzo di profondità, per 76 anni. A raccontare per primo il ritrovamento è stato il quotidiano tedesco Bild. Come scrive Reuters, uno dei soldati che sta gestendo il ritrovamento (Dmitry Kaminsky), ha affermato che non è certo di quanti altri corpi potranno essere trovati.

La Bielorussia, all'epoca parte dell'URSS (la Repubblica Sovietica), fu occupata dai Nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. In quei territori furono sterminate decine di migliaia di ebrei sotto ordine del Führer. Secondo quanto si apprende, il sito del ritrovamento fu parte del ghetto dal dicembre 1941 all'ottobre 1942, un'area creata dai Nazisti per separare gli ebrei e tutte le altre minoranze etniche dal resto dei cittadini. 

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