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La corsa a ostacoli di Di Maio. M5S smentisce l'esistenza di sondaggi favorevoli alla Tav

Francesca Martelli - 02/03/201918:21Aggiornato 03/03/2019 14:57

Il capo politico del Movimento 5 Stelle sarà a Torino il 4 marzo. Messaggio sibillino di Davide Casaleggio: «Se cade il governo? Non sta a me dirlo. Non credo, però...»

Occhi puntati sulla prossima settimana, quando secondo due ministri del governo gialloverde (Toninelli e Bongiorno) arriverà una soluzione sulla Torino-Lione: una «sintesi» tra il sì deciso dei leghisti a continuare l'opera e il no traballante del Movimento 5 Stelle.

Ancora una volta i due partiti arriveranno a un compromesso, ma i pentastellati rischiano di pagare un prezzo molto alto. Sull'esistenza di un sondaggio interno che vedrebbe la maggioranza degli elettori M5s, addirittura il 70%, favorevoli alla Tav è arrivata una doppia smentita. Sul Blog delle Stelle la notizia viene bollata come «fake news», sostenendo che secondo i dati a disposizione di tre società di sondaggi (Swg, Ipsos e Demopolis) la maggior parte degli elettori 5 Stelle resta contrario all'opera. Il 2 febbraio era stato Luigi Di Maio, attraverso un comunicato, a smentire: «Quanto riportatoda alcuni organi di stampa non solo è destituito di ogni fondamento, ma corrisponde a un clamoroso falso, visto che il Movimento 5 Stelle non è in possesso di alcun sondaggio interno sul Tav con quei dati».

Mentre il 1 febbraio con una nota di Palazzo Chigi era arrivata la smentita all'ipotesi di una Tav ridimensionata, commentata proprio dal presidente del Consiglio Conte. Una parte del governo si agita, mentre gli alleati leghisti stanno a guardare.

Lunedì mattina Di Maio andrà a Torino per incontrare gli imprenditori che si occupano di innovazione: difficile pensare che tra gli investimenti di cui parleranno non ci sia anche la Tav. L'indicazione all'interno del partito è quella di continuare a ribadire la posizione di contrarietà del Movimento 5 Stelle, ma di fare riferimento al contratto di governo per prendere tempo.

Soprattutto a chi non siede in Parlamento viene lasciato il compito di attaccare in modo deciso i leghisti: Di Battista, Grillo e Casaleggio. «Se il governo cade sulla Tav? Non sta a me dirlo. Non credo, però...» ha detto a Bari Davide Casaleggio, presidente dell'associazione Rousseau. «Penso che la base - ha aggiunto - abbia sempre espresso la propria opinione in modo univoco su questo tema».

E proprio l'idea di consultare le persone potrebbe sbloccare la situazione: un voto sulla piattaforma Rousseau diventerebbe però vincolante per Luigi Di Maio; un referendum - come propone il presidente della regione Piemonte Sergio Chiamparino - potrebbe concedere più tempo in vista delle Europee.

L'ipotesi piace anche a Matteo Salvini. Il Movimento 5 Stelle avrebbe intanto dato il via libera ai nuovi bandi per la Tav: la data limite per la società concessionaria (Telt) è quella dell'11 marzo. Il viceministro alle Infrastrutture Rixi (Lega) si augura possano partire entro quella data, mentre il ministro Toninelli (M5S) ha già fatto sapere di non essere preoccupato: «Sarebbe una ricognizione di mercato aperta per sei mesi e sempre revocabile». In mezzo, il Movimento guidato da Luigi Di Maio dovrà affrontare le mozioni sulla Tav in Senato e quella di sfiducia presentata dal Pd nei confronti del ministro Toninelli.

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