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L'onorevole Lorenzoni (M5S) e il post sulle primarie Pd: «Più che ai gazebo stanno ai domiciliari»

Redazione - 04/03/201904:50Aggiornato 04/03/2019 06:37

L'ironia boomerang del giovane deputato, eletto con 68 click sulla piattaforma Rousseau

All'onorevole Gabriele Lorenzoni del Movimento 5 Stelle l'affluenza, inaspettatamente alta, alle primarie del Partito Democratico non deve essere andata giù. Il giovane parlamentare, nato nel 1987, eletto nel collegio plurinominale Lazio2, ha commentato il risultato della consultazione con un riferimento polemico alla vicenda processuale che coinvolge i genitori dell'ex premier Matteo Renzi. Si legge nel post, in forma di card su sfondo nero, pubblicato attorno alle 22 del 3 marzo: «1,8 milioni ai gazebo per gli organizzatori? Per la Questura? Più che ai gazebo stanno ai domiciliari». A conclusione, una faccina in lacrime dalle risate.

Qualcuno però fa notare a Lorenzoni che il suo commento non è molto appropriato, soprattutto se arriva da un parlamentare della Repubblica. Così l'onorevole decide di cambiarne il contenuto, eliminando il riferimento alla vicenda dei coniugi Renzi. Il bersaglio, nella nuova versione, non è più il caso giudiziario, ma il contributo di 2 euro che il Pd chiede per coprire le spese di organizzazione delle primarie.

L'ironia di Lorenzoni, opportuna o meno, visto il ruolo istituzionale che ricopre, rischia però di rivelarsi un boomerang. Il parlamentare del M5S risulta essere stato eletto nel collegio plurinominale, quindi nel listino bloccato, e aver avuto diritto e accesso alla candidatura (secondo naturalmente i rispettabilissimi criteri di selezione della classe dirigente del Movimento) con 68 preferenze sulla piattaforma Rousseau

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