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Corruzione, Berlusconi indagato per il caso delle azioni Mediolanum

Open - 07/03/201920:02Aggiornato 08/03/2019 15:55

L'ipotesi della procura di Roma è che alcuni giudici abbiano accettato la promessa di denaro per annullare la decisione del Tar che aveva imposto a Berlusconi di cedere le quote della banca, che valevano circa un miliardo di euro

Silvio Berlusconi è indagato dalla procura di Roma per corruzione in atti giudiziari e in relazione alla sentenza del Consiglio di Stato che il 3 marzo 2016 annullò l'obbligo per lui di cedere la quota eccedente il 9,99% detenuto in Banca Mediolanum stabilito da Bankitalia. L'inchiesta è quella relativa alle presunte sentenze pilotate al Consiglio di Stato.

Il procuratore aggiunto Paolo Ielo e i pm Stefano Rocco Fava e Fabrizio Tucci sospettano che quella sentenza su Mediolanum sia stata aggiustata. Prima di Berlusconi erano stati iscritti sul registro degli indagati tre nomi: il magistrato Roberto Giovagnoli, l'ex funzionario di palazzo Chigi Roberto Mazzocchi e l'avvocato amministrativista Francesco Marascio che avrebbe fatto da mediatore.

A casa di Mazzocchiun paio di anni fa, nel corso di una perquisizione, furono trovati circa 250mila euro in contanti più le copie di alcune sentenze del Consiglio di Stato, compresa la bozza del verdetto su Mediolanum.

L'ipotesi della procura di Roma è che alcuni giudici (forse non il solo Giovagnoli) abbiano accettato la promessa di denaro per annullare la decisione del Tar che aveva imposto a Berlusconi di cedere le quote della banca, che valevano circa un miliardo di euro.

Obbligo che il Consiglio di Stato fece venire meno nel marzo di 3 anni fa accogliendo il ricorso del Cavaliere contro i giudici amministrativi di primo grado. La maxi indagine nelle scorse settimane ha portato ad una serie di arresti che hanno riguardato anche magistrati.

Le reazioni

«Siamo tranquillissimi», dice l'avvocato difensore del leader di Forza Italia, Niccolò Ghedini. «Si tratta di una vicenda dalla quale Silvio Berlusconi era stato già archiviato e siamo certi che accadrà di nuovo - spiega -. Non c'è alcuna possibilità di reperire elementi idonei per sostenere un'accusa in giudizio. Ci auguriamo solo - conclude - che l'archiviazione avvenga in tempi brevi e siamo fiduciosi visto che le indagini sono affidate a un ottimo magistrato come il dottor Ielo».

A commentare la notizia subito dopo la diffusione, la capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati Mariastella Gelmini che insinua: «Le solite coincidenze...».

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