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Conte affossa la Tav: «Se fosse proposta oggi mi batterei affinché non venisse realizzata»

Francesca Martelli - 07/03/201917:48Aggiornato 07/03/2019 19:29

Stallo sui bandi, che dovrebbero partire entro lunedì. Il presidente del Consiglio convoca i giornalisti dopo avere incontrato il direttore generale di Telt. Slitta l'orario di convocazione del Consiglio supremo di Difesa al Quirinale e anche l'orario di convocazione del Consiglio dei Ministri di stasera

Cita il contratto di governo e assicura di volere pretendere una decisione «politica» che non sia frutto «né dell'emotività né di schemi ideologico o tattici». Poi il colpo di scena: «Io ho delle perplessità sulla Torino-Lione. Non stiamo litigando sul tema ma sui bandi decideremo entro lunedì».

Si presenta così il presidente del Consiglio Conte, davanti ai giornalisti, dopo più di un'ora di incontro con Mario Virano, direttore generale di Telt, la società italo francese incaricata di realizzare la Torino-Lione. Arriva un po' in ritardo rispetto alla convocazione, che comunque farà slittare anche l'appuntamento al Quirinale. Lì è atteso per il Consiglio supremo di difesa proprio con i due vice-premier Di Maio e Salvini.

Il presidente del Consiglio smette dunque di essere arbitro imparziale tra il sì della Lega alla Tav e il no del Movimento 5 Stelle: le fibrillazioni nell'esecutivo sembrano portare a un esito imprevisto. «Ringrazio Conte per le parole di responsabilità espresse sul progetto Tav» commenta Luigi Di Maio, Il discorso di Conte si era aperto con la smentita sulle sue possibili inclinazioni pro o contro la Torino-Lione prima di assumere l'incarico di governo: «Non esisteva finora una mia dichiarazione favorevole o contraria alla Tav. E ho dichiarato di volere affrontare questa questione senza atteggiamenti pregiudizievoli». Ma il 7 marzo tutto è cambiato.

Il percorso tracciato da Conte parte dalla valutazione dell'analisi costi-benefici, fatta «onorevolmente» dal team del professor Ponti. Dopo la convocazione dei tecnici il 6 marzo, c'è stata la riunione politica con i vertici di Lega e 5 Stelle. Appuntamento che potrebbe riproporsi questa sera. «Escludo ci possa essere una crisi di governo», sostiene Conte che inizia a elencare i punti critici della Torino-Lione. In prima fila, ad ascoltarlo c'è la portavoce di Matteo Salvini che ribadisce: «La Lega resta favorevole all'opera».

Le riunioni continueranno ovviamente anche questa sera: prima quella dei parlamentari del Movimento 5 Stelle per ribadire il «no» alla linea Torino-Lione, forte del sostegno del presidente del Consiglio: una riunione molto breve i cui contenuti sono già stati anticipati da una lettera del capo politico M5S a deputati e senatori. «Per fermare la Tav servono due passaggi: il blocco dei bandi e il passaggio parlamentare per il no all'opera». Poi, il Consiglio dei Ministri (previsto stasera ma già slittato di un'ora) e il probabile nuovo vertice notturno a Palazzo Chigi.

Le dichiarazioni di Conte lasciano silenti gli esponenti leghisti per un po'. A parlare è invece Silvio Berlusconi: «Forza Italia è pronta a sostenere un governo con Salvini premier». Per tutta la giornata si sono susseguite riunioni, convocazioni a Palazzo Chigi e note ufficiose inviate alla stampa da Lega e 5 Stelle, per ribadire i fronti opposti tra i due partiti. Almeno fino a domani sera.

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