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8 marzo, Mattarella: «Le donne sono ancora sottopagate ed escluse dal lavoro benché capaci e meritevoli»

Open - 08/03/201912:55

Il discorso del presidente della Repubblica al Quirinale ha toccato i temi centrali della lotta per la parità di genere: «Basta assistere inerti alle violenze sulle donne»

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha celebrato la Festa della Donna con un discorso al Quirinale, in cui ha toccato vari alcuni temi centrali nella lotta alla parità di genere: la violenza, le differenze salariali, lo sfruttamento della prostituzione che «riduce le donne in schiavitù», l'impatto delle donne sull'economia, che può crescere soltanto se cresce anche l'occupazione femminile. 

 «L'8 marzo - ha detto il Presidente della Repubblica - si celebrano valori di fondo della nostra vita in comune. Valori che recano il segno delle conquiste realizzate, spesso con fatica e tra molte difficoltà, dalle donne stesse. La condizione femminile è uno di quegli elementi che attestano il grado di civiltà raggiunto da un Paese». Mattarella ha ricordato che proprio ieri, 7 marzo, due donne sono state assassinate a Napoli e a Messina, Alessandra e Fortuna, vittime «di una violenza prodotta da distorte e criminali mentalità di possesso e dominio».

L'occupazione femminile

«Ancora tante donne - ha detto Mattarella - trovano ostacoli nel dispiegare il proprio talento, sono minacciate da condizioni di indigenza, oppresse da forme di violenza, sono gravate da pesi supplementari, talvolta difficilmente sostenibili, tra il lavoro e la cura della famiglia, sono sottopagate o escluse da un'occupazione stabile benché capaci e meritevoli».

Lo squilibrio salariale e occupazionale

Un altro dei temi toccati dal discorso è stata la differenza salariale ancora esistente tra donne e uomini, ricordando che è dovere di un Paese rimuovere gli ostacoli che limitano l'uguaglianza e impediscono il «pieno sviluppo di ogni persona umana». «Sul mercato del lavoro le condizioni delle donne italiane sono ancora critiche e il tasso di occupazione femminile insoddisfacente, soprattutto se paragonato agli altri Paesi europei».

Lo sfruttamento della prostituzione

Durante la conferenza, intitolata "Mai più schiave", il presidente ha ricordato che ancora troppe donne sono vittime dello sfruttamento della prostituzione: «Nessun compromesso è accettabile. Nessuna tolleranza può essere mascherata da realismo o da opportunismo. La tratta va sradicata. Colpendo chi controlla il traffico delle schiave costrette a prostituirsi».

Il presidente è tornato anche sulla questione della legge Merlin (con cui furono introdotti i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione), sulla quale negli ultimi giorni si è espressa la Corte Costituzionale. «Oggi quella senatrice, Lina Merlin, sarebbe in prima linea contro la tratta di questo nostro tempo», ha detto Mattarella, definendola «una tappa importante nel cammino di liberazione della donna».

La domanda di «prostitute schiave» - ha detto Mattarella - è alimentata «da uomini, di ogni età e censo, che approfittano di queste povere donne, indifferenti davanti alla violenza, alla riduzione in schiavitù, spesso anche di fronte alla minore età delle ragazze. È un fenomeno diffuso, che, in realtà, esprime una acquiescenza se non una tacita connivenza con il crimine». 

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