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L'allarme di Agcom: «Nel 2018 picco di disinformazione alle elezioni del 4 marzo»

Giada Ferraglioni - 09/03/201912:38

Che le fake news siano una strategia propagandistica sta diventando un'evidenza sempre più difficile da ignorare. Ma quali sono i numeri sulla disinformazione in Italia?

L'Agcom, l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha pubblicato il primo numero dell'Osservatorio sulla disinformazione online, mirato a valutare la qualità informativa nel web. Stando ai dati riportati, durante il 2018 il picco massimo di disinformazione è stato raggiunto in corrispondenza delle elezioni politiche del 4 marzo e nella fase immediatamente successiva. Tra le fonti considerate non ci sono solo i siti web, ma anche (e soprattutto) le pagine e i profili sui social network. 

Mediamente, ogni mese l'8% dei contenuti online ha riguardato notizie non attendibili. Ad essere maggiormente interessate sono state le categorie più "calde" del periodo: le vicende politiche e di governo, la cronaca nera, le teorie pseudoscientifiche e, ovviamente, la salute. Le fake news, dunque, si confermano ancora una volta al centro delle dinamiche politico-sociali utili a creare polarizzazioni propagandistiche

Disinformazione elettorale: i dati prima del 4 marzo 

La prima cosa interessante da notare sono i "topic" (argomenti) specifici che hanno riguardato le notizie false o non fondate. In sintesi,colpiscono l'intero spettro dell'informazione: le notizie sula politica e sugli affari di governo, le questioni economiche, la salute e l'ambiente, la famiglia e la fede, la cronaca nera e giudiziaria, gli esteri, la scienza, l'immigrazione.

Ma ancora più d'impatto è notare la classifica dei termini più usati nei siti di disinformazione. Ai primi posti ci sono «governo», «Salvini», «Italia», «Euro»: dati che possono fornirci una lente interessante per comprendere effettivamente gli sviluppi del dibattito polarizzato tra sovranismo e europeismo. Anche le parole «migranti» e «immigrati» risultano - e non sorprende - alte in classifica anche se superate dalle hard news sugli esponenti politici principali (gli «anni», ad esempio) da «Lega», «stati» e «vita». Altri buoni indizi per il futuro. 

Da non sottovalutare la disinformazione sulle teorie pseudoscientifiche riguardanti i pianeti e le presenze aliene, segnali apripista del rinnovato fenomeno dei terrapiattisti - cioè persone che, non riuscendo a discernere tra fake news e vera informazione, fanno affidamento a siti senza attendibilità scientifica per mettere in dubbio la geometria del nostro pianeta.

Periodo successivo alle elezioni del 2018

Arriviamo al periodo post-elettorale: il governo c'è (o quasi) e i microtemi dell'informazione subiscono una piccola shakerata. Ma non troppo, perché «Italia» e «governo» restano sul podio dei 30 termini più ricorrenti all'interno dei contenuti di disinformazione, e i contenuti dei siti continuano a puntare su concetti polarizzanti al fine di diventare propaganda virale. Al primo posto continuano a imporsi i siti di disinformazione che contengono notizie sulle personalità politiche (l'intramontabile gossip sull'età rimane una costante), e arriva una novità: il «meteo».

Le condizioni ambientali entrano a gamba tesa tra le tematiche calde dal punto di vista disinformativo-propagandistico. Una nota interessante, anche alla luce del recente interessamento collettivo riguardo il riscaldamento climatico: veder comparire il topic tra i primi posti dei siti di disinformazione è sintomo di un focus che sta diventando sempre più cruciale

Informazione e disinformazione sulle europee

Ma i rischi non sono finiti: le fake news propagandistiche si stanno insinuando anche nell'attuale periodo pre-europee (in Italia si andrà ai seggi il 26 maggio 2019). Mediamente, ogni mese il 7% dei contenuti online riguardanti le elezioni è prodotto da fonti. Ma quali sono i temi più sentiti per questa nuova tornata elettorale? L'immigrazione è ancora al primo posto (quasi al 60%), seguita dalla situazione economica (49%) e le questioni legate alla disoccupazione (47%). E, puntuale, la disinformazione si muove con termini centrati:

«Immigrazione» e «terrorismo» sono i temi con più disinformazione rispetto al totale dei contenuti online: due tra le questioni che più riescono a polarizzare sia il dibattito pubblico sia le condizioni emotive dei cittadini in Italia come nel resto d'Europa. 

Ma qualche buona notizia resta: tra i temi di rilevanza europea, quelli trattati dai siti di informazione qualificati sono ancora una maggioranza considerevole (93% su media mensile). Il vero problema è che i contenuti che diffondono non sempre hanno lo stesso impatto delle bufale, che riescono con più facilità manovrare le coscienze e indirizzare le masse di voti. La domanda da porsi è: come si possono aiutare le persone a districarsi più facilmente tra fonti attendibili e fonti fasulle?

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